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La Via è valida solo per i centri commerciali

del 29/10/2013
di: di Marilisa Bombi
La Via è valida solo per i centri commerciali
Se è assoggettata a Via la realizzazione di un centro commerciale, non per questo analoga procedura deve essere rispettata per le grandi strutture commerciali che centri commerciali non sono. Insomma, la regione Veneto avrebbe voluto rimediare ad un errore del legislatore nazionale ma la Corte costituzionale non glielo consente. Ciò in quanto la materia relativa alla tutela dell'ambiente è di esclusiva competenza dello stato. È questo, in sostanza, il nocciolo della questione contenuto nella sentenza 251 depositata ieri e che ha fatto seguito all'impugnativa del Governo della legge regionale veneta 50/2012. Ciò in quanto altre due questioni che trattavano, invece, i procedimenti di competenza del Suape la procedura di variante mediante conferenza di servizi sono state dichiarate infondate. In pratica, la Regione Veneto aveva ritenuto un paradosso il fatto che l'allegato IV alla Parte II, punto 7, lettera b), del dlgs n. 152 del 2006, assoggetti a screening la costruzione di centri commerciali previsti dal dlgs 114/1998 a prescindere dalla loro dimensione. Perché ciò condurrebbe a ritenere che qualsiasi struttura qualificabile come centro commerciale sia da sottoporre necessariamente alla valutazione a prescindere dalla dimensione dell'insediamento, con l'esito di obbligare alla procedura di screening anche accostamenti di esercizi commerciali di dimensioni molto contenute, laddove grandi strutture di vendita, anche molto grandi ma non qualificabili come centri commerciali ai sensi della disciplina statale, non sarebbero soggette ad analoga procedura. Da ciò la scelta del legislatore regionale di prevedere esplicitamente la Via o la verifica di assoggettabilità a Via per le «grandi strutture di vendita», che comprendono quindi anche i centri commerciali, aventi superficie superiore ai 2.500 metri quadrati, ed escludere quindi la verifica per le opere che «grandi strutture di vendita» non sono anche se strutturate con la modalità di centro commerciale. Ma, secondo il giudice delle leggi, riferirsi a categoria diversa da quella utilizzata dal legislatore statale, anche se per alcuni aspetti essa è più ampia, perché al suo interno annovera anche le strutture che non possono essere definite centri commerciali, non è consentito, perché in tal modo sarebbero esclusi i centri commerciali minori per i quali, invece, il legislatore nazionale ha imposto la verifica.

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