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Trattenute in busta, servizio da pagare

del 26/10/2013
di: di Valerio Stroppa
Trattenute in busta, servizio da pagare
Se il ministero dell'economia viene incaricato di trattenere nella busta paga dei suoi dipendenti delle somme da riversare a un'associazione o a un fondo previdenziale questi ultimi devono pagare per il servizio. Sfuggono dalla regola solo le associazioni sindacali a favore delle quali vengono disposte le ritenute. È quanto stabilisce il decreto Mef 30 luglio 2013, n. 123, pubblicato sulla G.U. n. 251 di ieri. Il provvedimento dà attuazione, dopo ben 16 anni, a una norma recata dalla legge n. 449/1997: quest'ultima aveva previsto la possibilità di individuare con dm le prestazioni per le quali richiedere un contributo da parte dell'utente. Attività, beninteso, diverse dai servizi pubblici essenziali o da quelli comunque espletati a garanzia di diritti fondamentali.

L'elenco delle operazioni svolte a titolo oneroso da via XX Settembre include, come detto, le ritenute periodiche sugli stipendi dei dipendenti pubblici effettuate a favore di associazioni (diverse dai sindacati), fondi previdenziali, assicurazioni, banche e similari. Ma non solo. Tra le fattispecie delle prestazioni a pagamento rientra anche l'estrazione di documenti di archivio effettuata per ragioni non di studio (oppure per ragioni di studio ma finalizzate alla produzione di materiale destinato a essere commercializzato). Vengono inclusi anche alcuni casi di accesso a documenti contenuti in banche dati, come pure il rilascio di fotocopie richieste da utenti esterni o dal personale interno per ragioni non di ufficio.

I corrispettivi saranno quantificati di volta in volta con convenzioni o apposite determinazioni, che dovranno necessariamente tenere conto dei costi sostenuti per produrre le prestazioni. Gli introiti saranno riversati al bilancio dello Stato. Una percentuale del 30% sarà però riassegnato al plafond dei fondi incentivanti per il personale che fornisce i servizi a pagamento. I contributi a carico dell'utenza potranno essere rivalutati annualmente sulla base degli indici Istat relativi al costo della vita. Un successivo dm potrà ampliare il novero di prestazioni a pagamento erogate dal Mef. Il regolamento entra in vigore oggi.

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