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Lo spesometro aggrega di più

del 15/10/2013
di: di Roberto Rosati
Lo spesometro aggrega di più
Il nuovo spesometro consente di aggregare anche le operazioni non documentate da fattura. Questa una delle incertezze dissipate dal modello polivalente definitivo, pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle entrate la settimana scorsa (si veda ItaliaOggi del 12/10/2013). È quindi possibile, per i contribuenti, avvalersi della facoltà di comunicare in forma aggregata non soltanto le operazioni assistite da fattura, ma anche i corrispettivi diversamente certificati. Il dubbio derivava dalle disposizioni dell'art. 21, dl n. 78/2010, come modificate dal dl n. 16/2012, secondo cui: a) per le operazioni con fattura, l'obbligo è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente o fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate; b) per le operazioni «per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura», la comunicazione telematica riguarda invece le operazioni di importo non inferiore a 3.600 euro, Iva inclusa.

Anche il provvedimento delle entrate del 2 agosto 2013, pur non prendendo esplicitamente posizione in merito, si prestava a una lettura non univoca, in quanto al punto 7, concernente gli «elementi da indicare nella comunicazione per dati aggregati», fa riferimento alle operazioni documentate da fattura, inducendo a dubitare della possibilità di avvalersi della modalità aggregata per le altre operazioni. Il modello definitivo varato dall'Agenzia consente di superare le perplessità, poiché contempla:

- il quadro SA per l'indicazione delle operazioni senza fattura (ovviamente, se di importo non inferiore a 3.600 euro) «nel caso di opzione per la comunicazione» in forma aggregata;

- il quadro DF per l'indicazione analitica delle operazioni senza fattura di importo non inferiore a 3.600 euro.

Entrambi i quadri prevedono l'indicazione del «codice fiscale del cliente», ma non anche quello del «fornitore». Se ne deduce che, per le operazioni senza fattura, costituiscono oggetto di comunicazione soltanto le operazioni attive e non anche quelle passive. Pertanto, la ricevuta fiscale della cena di rappresentanza di 4.000 euro dovrebbe essere comunicata solo dal fornitore e non anche dall'impresa cliente.

Esclusioni oggettive. In base a quanto stabilito dall'art. 4.1, lett. d) del citato provvedimento, sono escluse dall'obbligo dello spesometro, oltre alle operazioni menzionate (es. importazioni, esportazioni, operazioni intraUe), quelle che costituiscono oggetto di comunicazione all'anagrafe tributaria ai sensi dell'art. 7 del dpr n. 605/73 ovvero di altre norme. Al riguardo, le istruzioni del modello richiamano le operazioni finanziarie, per le quali l'esclusione era già stata affermata nella nota della direzione centrale accertamento dell'Agenzia del 6 marzo 2012. Nulla viene detto, invece, con riguardo agli atti relativi ai trasferimenti e ai contratti di locazioni di immobili, che, in quanto soggetti a registrazione, sono stati esclusi dallo «spesometro» con la precedente nota del 22 dicembre 2011.

Sempre secondo le istruzioni, sono escluse dall'obbligo le operazioni di importo non inferiore a 3.600 euro effettuate nei confronti di privati consumatori, quando il pagamento dei corrispettivi è effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate. Il provvedimento, però, esclude tali operazioni se «non documentate da fattura», lasciando intendere che l'obbligo di comunicazione, invece, sussiste se è emessa fattura (probabilmente in base al principio generale per cui la fattura obbliga sempre alla comunicazione). Sembrano invece risolti i dubbi per gli acquisti di beni presso operatori sammarinesi, con pagamento dell'Iva mediante inversione contabile a cura dell'acquirente italiano soggetto passivo. Le istruzioni affermano, infatti, che tali acquisti «vanno esclusivamente comunicati utilizzando l'apposito quadro SE». Questo significa che, in armonia con il principio generale diretto a evitare duplicazioni, gli acquisti in esame devono essere segnalati soltanto nello specifico quadro istituito per soddisfare l'adempimento previsto dal dm 24 dicembre 1993, e non anche nei quadri dello «spesometro» e delle operazioni con soggetti «black list». In base allo stesso principio, è da ritenere che gli altri acquisti di beni e servizi da operatori sammarinesi (diversi da quelli soggetti a comunicazione ai sensi del citato dm), dovranno essere comunicati solo nel quadro delle operazioni con soggetti «black list».

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