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Il reddito minimo d'inserimento c'è

del 10/10/2013
di: di Simona D'Alessio
Il reddito minimo d'inserimento c'è
La legge di stabilità conterrà lo strumento per sostenere i meno abbienti, non «un reddito di cittadinanza rivolto a tutti», ma un intervento diretto a chi (almeno 5 milioni di persone in povertà assoluta) deve poter «acquistare un paniere di beni e servizi decoroso».

Durante il question time di ieri a Montecitorio, il ministro del welfare Enrico Giovannini riafferma la strada tracciata con la presentazione del Sia, Sostegno di inclusione sociale, piano per contrastare l'indigenza e favorire l'inserimento occupazionale (si veda ItaliaOggi del 19/9/2013). È nell'imminente manovra finanziaria, su cui governo e Parlamento sono all'opera, che troverà posto il progetto sulla base, precisa, delle «risorse che si renderanno disponibili» ed è possibile «immaginare un'implementazione progressiva». L'iniziativa, osserva, non è di immediata attuazione, poiché «richiede lo stretto rapporto tra diversi livelli» dell'esecutivo, però occorre contare anche sulla definizione di «azioni articolate che richiederanno un forte coordinamento tra le dimensioni assistenziali e sanitarie, nonché di avviamento al lavoro, gestite a livello locale».

Introdurre il reddito minimo metterà l'Italia al pari con altri paesi europei, meccanismo «la cui assenza si è fatta sentire nel corso della crisi», al punto da creare una vasta platea di poveri, divenuti una categoria più ampia rispetto al passato, nella quale vanno, purtroppo, considerati molti minori. Rispondendo, infine, ad un'interrogazione sulle penalizzazioni per chi effettua donazioni di sangue, Giovannini precisa che nella conversione del decreto p.a. (101/2013) la I commissione del senato ha approvato un emendamento per includere nelle prestazioni di lavoro anche le giornate in cui si compie tale gesto; il ministro ricorda, infine, il parere favorevole dato a Montecitorio ad un'altra proposta di modifica per estendere la possibilità a chi si è preso cura di «disabili gravi» ai fini del calcolo dell'anzianità contributiva necessaria per i pensionamenti anticipati, secondo la riforma Fornero (214/2011).

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