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L'ispezione comincia in ufficio

del 10/10/2013
di: di Daniele Cirioli
L'ispezione comincia in ufficio
L'ispezione comincia con le indagini d'ufficio. Infatti prima dell'accesso vero e proprio gli ispettori devono raccogliere tutte le informazioni e documentazioni sul soggetto da sottoporre a controllo, ricorrendo alle banche dati. Obbligatoriamente devono acquisire le informazioni sull'organigramma aziendale, sulla forza lavoro denunciata e sulla situazione contributiva e assicurativa. A stabilirlo è lo schema di codice di comportamento a uso degli ispettori del lavoro, messo a punto dal ministero guidato da Enrico Giovannini, e pubblicato ieri sul sito internet al fine di una consultazione pubblica sui contenuti.

Codice comportamento. Il nuovo codice, che andrà a sostituire quello attualmente vigente del 2006, scaturisce dalla nuova disciplina dettata dal dpr n. 62/2013, il regolamento di comportamento per i dipendenti pubblici. A differenza di quello vigente, il nuovo codice si presenta arricchito tra l'altro dell'art. 5 che reca la cosiddetta fase di «preparazione dell'ispezione».

La fase di preparazione. In pratica, tale fase prevede che, in base al tipo di intervento da effettuare, l'ispezione sia preceduta da un'attività di preparazione a cura degli stessi ispettori e del personale amministrativo, al fine di raccogliere le informazioni e la documentazione relative al soggetto da controllare, con ricorso alle banche dati. Tale attività di preparazione costituisce addirittura un obbligo per l'ispettore che, prima del primo accesso ispettivo, deve acquisire ogni informazione relativa all'organigramma aziendale, alla forza lavoro denunciata e alla situazione contributiva e assicurativa. In particolare, a eccezione dei casi di vigilanza a vista (si tratta delle ispezioni programmate per settori di attività o per ambiti territoriali) e degli accessi brevi, il codice stabilisce che gli elementi necessari per dare avvio alle indagini riguardano:

a) la tipologia e le motivazioni dell'intervento, con allegata l'eventuale richiesta di intervento;

b) l'attività svolta dal soggetto ispezionato, con indicazione di eventuali appalti pubblici affidati e del contratto collettivo applicabile;

c) il «comportamento contributivo», incluse le informazioni sulla regolarità contributiva e assicurativa e alle eventuali procedure di riscossione coattiva in corso;

d) le denunce obbligatorie effettuate, le autorizzazioni rilasciate e gli eventuali contratti certificati;

e) ogni ulteriore informazione messa a disposizione dall'amministrazione funzionale all'ispezione.

In campo i consulenti del lavoro. Il codice ancora ribadisce la centralità del ruolo dei consulenti del lavoro, cui il soggetto ispezionato può rivolgersi per farsi assistere. A tal fine, l'ispettore è tenuto a verificare che il professionista sia abilitato, annotando gli estremi dell'iscrizione al relativo Albo. In presenza di esercizio abusivo della professione, l'ispettore deve procedere all'immediata comunicazione alle autorità competenti vietando, inoltre, al soggetto non abilitato di assistere all'ispezione in corso.

Consultazione pubblica. Come accennato, sullo schema di codice di comportamento il ministero del lavoro ha aperto una consultazione pubblica. Chi intenda fornire indicazioni e suggerimenti può farlo entro e non oltre il 28 ottobre, scrivendo all'indirizzo di posta elettronica divIsegrgen@lavoro.gov.it.

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