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Demanio senza sorprese

del 01/10/2013
di: di Francesco Cerisano
Demanio senza sorprese
Federalismo demaniale senza trasferimenti al buio. L'Agenzia del demanio ha di fatto accolto le richieste dei comuni di avere una congrua finestra temporale per valutare la convenienza dell'investimento. Tanto che l'agenzia guidata da Stefano Scalera dà già per acquisito che i sindaci abbiano 120 giorni di tempo (dall'accettazione della domanda di attribuzione) per visionare la documentazione, effettuare l'eventuale sopralluogo e confermare la richiesta del bene con delibera consiliare. Peccato però che di questa nuova scansione temporale non vi sia traccia nell'art. 56-bis del decreto del fare (dl 69/2013) che dopo due anni di stand by ha rilanciato il passaggio dei beni demaniali agli enti locali. Per questo i comuni vorrebbero che il nuovo timing venga messo nero su bianco in una circolare dell'Agenzia o in un decreto attuativo che intervenga a dettagliare meglio il processo. Questa e altre problematiche pratiche sono emerse ieri a Firenze nel corso del primo appuntamento del road show promosso dalla Fondazione Patrimonio Comune dell'Anci (in collaborazione con le principali Anci regionali e gli ordini professionali dei geometri e dei periti industriali) per spiegare ai sindaci le opportunità dell'operazione che ha preso il via il 1° settembre per concludersi il prossimo 30 novembre.

Molti i dubbi espressi dagli enti a cominciare dalla decurtazione dei trasferimenti erariali nel caso in cui il bene statale trasferito dal centro in periferia sia locato. Per quanto tempo saranno ridotti i contributi? I comuni chiedono che questo avvenga per il solo periodo di durata del contratto di affitto e temono invece che l'alleggerimento dei trasferimenti possa cristalizzarsi nel tempo. I comuni, inoltre, auspicano un passo indietro del governo sulla norma che impone di destinare al Fondo per l'ammortamento dei titoli di stato il 10% di quanto ricavato dalla eventuale vendita del proprio patrimonio originario. La richiesta dei sindaci è di poter utilizzare questo 10% per abbattere il debito locale. Anche perché, dicono, la finalità sarebbe la stessa visto che il debito dei comuni contribuisce a formare il debito pubblico.

A questi e altri interrogativi il Mef e l'Agenzia dovranno dare risposte in tempi rapidi. «Il sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta e il direttore Scalera ci hanno assicurato la massima collaborazione», ha dichiarato il presidente della Fondazione Patrimonio Comune Roberto Reggi. «Il riconoscimento della finestra temporale di 120 giorni è il frutto della collaborazione tra sindaci e Agenzia del demanio che ha accolto le richieste dei comuni per semplificare le procedure. Ma è evidente la necessità di un ultimo passaggio formale». L'incontro di Firenze ha anche rappresentato l'occasione per ribadire che, a differenza della prima fase del federalismo demaniale (quella avviata con il dlgs 85/2010 e poi messa in naftalina) non ci sarà alcuna white list di beni trasferibili ai comuni. Tutti i beni demaniali (tranne quelli espressamente esclusi) sono infatti acquisibili dai sindaci. Ragion per cui l'Anci consiglia di effettuare comunque richieste massive di immobili, anche di quelli che risultino non disponibili, perché nel frattempo la loro situazione giuridica potrebbe essersi modificata. Sarà poi l'Agenzia del demanio a decidere.

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