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Quadro Rw, sanzioni ridotte a chi sbaglia

del 02/08/2013
di: di Norberto Villa
Quadro Rw, sanzioni ridotte a chi sbaglia
Quadro Rw con sanzioni ridotte e due sezioni in meno già dal prossimo settembre. L'abbattimento delle sanzioni e l'abrogazione delle sezioni prima e terza del quadro Rw faranno sentire i loro effetti sia con riguardo ai comportamenti passati che con riguardo all'invio dichiarativo del prossimo mese di settembre. Questo è quanto deriva dagli orientamenti della stessa prassi amministrativa applicati alle novità introdotte dalla legge europea. Dopo un primo tentativo di restyling delle norme del decreto legge n. 167 del 1990 contenute in un emendamento al decreto salva Italia del 2011 (diventato inutile con il voto di fiducia), anche grazie alla spinta della procedura di infrazione avviata dalla Ue, si è finalmente giunti ad una modifica (per molti aspetti positiva) delle norme in tema di quadro Rw. In sintesi le regole introdotte abbattono la misura delle sanzioni (ora previste da un minimo del 3% a un massimo del 15% senza più confisca), eliminano le sezione prima e terza del modello e ampliano il novero dei soggetti tenuti all'adempimento richiamando tra questi anche il titolare effettivo e cioè colui che può esser considerato proprietario pur non avendone i titoli formali. Questa terza novità non è favorevole per i contribuenti e rischia anche di diventare causa scatenante di liti tra amministrazione e contribuente. Da segnalare anche che la legge europea ha abrogato il vecchio limite di 10 mila euro ma qui si spera con la finalità di unificarlo a quello ad oggi rilevante ai fini di antiriciclaggio di 15 mila euro.

Le sanzioni. La legge europea porta ad un taglio netto delle sanzioni nei casi di omissione o infedeltà del modello. Le stesse sono ora prevista in misura variabile dal 3 al 15% dell'importo non indicato nel quadro Rw e senza che in nessun caso sia possibile aggiungere a ciò la confisca come invece previsto in precedenza. La misura della sanzione è raddoppiata nel caso in cui l'investimento non indicato sia detenuto in un territorio o paese black list. Inoltre è concesso il via libera, fino ad oggi sempre negato dall'amministrazione finanziaria, di poter procedere alla regolarizzazione del modello entro il 90° giorno successivo alla scadenza pagando unicamente la sanzione di 258 euro. Tali norme hanno effetto non solo per i comportamenti posti in essere dopo l'entrata in vigore della legge europea ma anche per quelli passati. Non vi sono dubbi che infatti le norme migliorative introdotte debbano avere un efficacia retroattiva. Il tutto in forza dell'art. 3, comma 3 del dlgs. 472/97 (favor rei) in forza del quale «se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo». Pertanto le sanzioni nella misura ridotta sono automaticamente applicabili anche con riguardo alle irregolarità passate a patto che l'eventuale lite non sia ormai divenuta definitiva.

Sezione prima e terza. La seconda novità è l'abrogazione di quelle che fino ad oggi erano la prima e l'ultima delle sezioni del quadro Rw. Anche in questo caso si deve ritenere che la novità abbia la forza di incidere (fino a renderle ininfluenti) sugli errori passati e anche che l'abrogazione produrrà effetti già negli invii dei quadri Rw del prossimo settembre. In questo caso è il comma 2 della norma prima citata che offre la soluzione disponendo che «salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile. Se la sanzione è già stata irrogata con provvedimento definitivo il debito residuo si estingue, ma non è ammessa ripetizione di quanto pagato». Nella circolare 180/1998 la stessa amministrazione finanziaria ha precisato che tale regola trova applicazione anche nel caso in cui la legge posteriore elimini un obbligo strumentale e, quindi, solo indirettamente è questo il caso che si presenta ora grazie alla legge europea. Anche con riguardo a tale aspetto è evidente che per i comportamenti passati, qualora il procedimento di accertamento dovesse essersi già definito, nessun vantaggio potrà ritrarre il contribuente dalla novità commentata.

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