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Un terzo delle frodi europee è made in Italy

del 25/07/2013
di: di Tancredi Cerne
Un terzo delle frodi europee è made in Italy
Trecento quindici milioni di euro pari allo 0,25% del bilancio di spesa. Di cui quasi un terzo proveniente dall'Italia. A tanto ammontano le frodi ai danni del bilancio dell'Unione europea perpetrate nel 2012. Un dato allarmante e in costante crescita, come rilevato dalla stessa Commissione nella relazione annuale sulla tutela degli interessi finanziari dell'Ue. Nel corso del 2011, infatti, le frodi al bilancio dell'Unione non avevano oltrepassato i 295 milioni di euro. «L'aumento registrato lo scorso anno è dovuto quasi esclusivamente a due casi di frode a danno dei fondi preadesione, che riguardano importi molto consistenti», hanno avvertito gli esperti contabili di Bruxelles. Si tratta di quasi 40 milioni di euro di frodi realizzate in Romania e poco meno di 4 milioni in Bulgaria. Sul fronte delle entrate di bilancio, invece, le frodi presunte o accertate sono ammontate l'anno scorso a 77,6 milioni di euro, pari allo 0,42% delle risorse proprie tradizionali riscosse complessivamente per il 2012, in deciso calo se confrontate con i 109 milioni di euro dell'anno precedente. A fare la parte del leone nelle frodi ai danni dell'Ue sono stati i fondi dedicati alle politiche di coesione. In questo caso, l'importo totale delle truffe ha raggiunto e superato i 200 milioni di euro a fronte dei 68 milioni legati alle politiche per l'agricoltura e appena 660 mila euro delle politiche di sostegno alla pesca. E a livello di singoli paesi? L'Italia si è portata a casa la maglia nera di maggior truffatore dei fondi comunitari: ben 118 milioni di euro su un totale di 313. Di questi, 97,8 milioni riguardano le politiche di coesione, altri 21 milioni i fondi per l'agricoltura e 111 mila la pesca. Segue la Repubblica Ceca con 54 milioni di euro di frodi, davanti alla Romania (49 milioni) e alla Germania (15 milioni). Situazione molto diversa negli altri grandi paesi del Vecchio continente. Le frodi ai danni dei fondi comunitari perpetrate dalla Spagna nel 2012 hanno ammontato ad appena 244 mila euro, quelle della Francia a 115 mila euro mentre il Regno Unito non è andato oltre i 220 mila euro. In tutto questo Bruxelles non è rimasta alla finestra mettendo in atto una serie di iniziative per intensificare il contrasto alle frodi. Oltre all'attuazione della nuova strategia antifrode, l'anno scorso sono stati compiuti notevoli progressi, hanno avvertito da Bruxelles. Tra questi, la proposta di creare una Procura europea con lo scopo di potenziare le indagini e le azioni penali sulle pratiche criminali a danno del bilancio dell'Ue. Ma anche il nuovo regolamento Olaf che rafforzerà l'ufficio antifrode dell'Unione. Non solo. Nel corso del 2012 è stata emanata una comunicazione su come migliorare ulteriormente la gestione dell'Ufficio europeo anti frode. E si è proposto di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione attraverso il diritto penale. Oltre a suggerire l'armonizzazione delle definizioni dei reati a danno del bilancio dell'Ue e l'introduzione di sanzioni minime contro questo genere di reati.

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