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La condotta processuale può costare cara

del 24/07/2013
di: La Redazione
La condotta processuale può costare cara
La condotta processuale delle parti in giudizio può dar origine anche a risarcimenti di importo rilevante. È quanto emerge dalla sentenza del tribunale di Ancona n. 1033 del 16/7/2013, con la quale una delle parti è stata tra l'altro condannata al pagamento di una somma di circa 160 mila euro a titolo di risarcimento del danno per responsabilità processuale aggravata ai sensi dell'art. 96, comma 3, cpc.

In sintesi, nel caso sottoposto al vaglio del tribunale di Ancona, la Antonio Merloni spa, in amministrazione straordinaria, assistita dallo Studio legale Cicala-Riccioni, dopo aver chiesto e ottenuto in via cautelare un sequestro conservativo, ha agito nei confronti della società convenuta per il pagamento della somma complessiva di circa 1,3 milioni di euro oltre Iva per un totale di 1,56 milioni di euro (in parte a titolo di revocatoria ex art. 67 comma 1 punto 2, e in parte a titolo di richiesta di pagamento di corrispettivo contrattuale), oltre al risarcimento dei danni.

La società convenuta si era costituita in giudizio, opponendo difese giudicate inconsistenti e temerarie, e aveva chiesto una dilazione di pagamento senza alcuna intenzione di adempiere, per poi trasferire fittiziamente la propria sede a Cipro, rendendosi irreperibile.

Il tribunale ha accertato che la condotta della convenuta costituiva fonte di responsabilità processuale aggravata e l'ha condannata ex art. 96, comma 3, cpc al pagamento di una ulteriore somma di 160 mila euro, per un totale di 1,7 milioni di euro.

«È una sentenza importante», commenta l'avvocato Alessandro Riccioni, partner fondatore dello Studio legale Cicala-Riccioni, «al di là del successo professionale, il dato rilevante è che questa norma, nata per combattere il diffuso problema delle azioni e difese temerarie nei giudizi civili ma spesso trascurata, stia finalmente iniziando a trovare una concreta applicazione».

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