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Il viaggio premio non è spesa di rappresentanza

del 19/07/2013
di: Debora Alberici
Il viaggio premio non è spesa di rappresentanza
I viaggi premio ai clienti non sono costi deducibili come spese di rappresentanza dell'azienda. Infatti tali spese sono soggette al beneficio fiscale solo se accrescono il prestigio della società. Non solo. Il credito accertato con revocatoria fallimentare può essere portato in deduzione solo nell'esercizio in cui la sentenza è divenuta definitiva. Sono questi i principi sanciti dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 17645 del 18 luglio 2013, ha accolto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. La sesta sezione – T ha quindi dato ragione alla difesa del fisco che contestava a una società di aver dedotto dei costi sostenuti a fronte di viaggi premio qualificandoli come costi di rappresentanza.

Secondo l'amministrazione non era stato provato che questi viaggi avrebbero accresciuto il prestigio dell'impresa. Avallando questa interpretazione il collegio ha, infatti, chiarito che rientrano tra le spese di rappresentanza i costi sostenuti per accrescere il prestigio della società senza dar luogo a una aspettativa di incremento delle vendite, mentre ne restano escluse quelle di pubblicità e propaganda aventi come scopo preminente quello di informare i consumatori circa l'esistenza di beni e servizi prodotti dall'impresa. Quindi, i pranzi o viaggi offerti ai clienti non costituiscono spese di rappresentanza.

Sul fronte crediti riconosciuti nell'ambito della procedura di revocatoria fallimentare la Cassazione ha invece ribadito che dalla complessiva prescrizione dell'art. 75 del Tuir si desume che, anche per le spese e gli altri componenti negativi di cui non sia ancora certa l'esistenza o determinabile in modo obiettivo l'ammontare, il legislatore considera come esercizio di competenza quello nel quale nasce e si forma il titolo giuridico che costituisce la fonte di ciascuna di tali voci, limitandosi soltanto a prevedere una deroga al principio della competenza, col consentire la deducibilità di dette particolari spese e componenti nel diverso esercizio nel quale si raggiunge la certezza della loro esistenza ovvero la determinabilità, in modo obiettivo, del relativo ammontare.

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