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Iva ad ampia detraibilità

del 19/07/2013
di: di Franco Ricca
Iva ad ampia detraibilità
L'impresa che si accolla le spese per il trasporto dall'abitazione al luogo di lavoro, per l'acquisto di indumenti e dispositivi di protezione, nonché per le trasferte di lavoratori dipendenti di un'altra società, che essa impiega in base a un contratto di fornitura di personale, ha diritto di detrarre l'Iva su tali spese, in quanto presentano un nesso economico con la propria attività. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue depositata ieri, nella causa C-124/12.

Le questioni sollevate dai giudici bulgari riguardano il caso di un'impresa che gestisce una centrale elettrica avvalendosi a tempo pieno dei lavoratori messi a disposizione da un'altra società in base a un contratto di fornitura di personale, dietro un corrispettivo comprendente le retribuzioni e i contributi sociali dei lavoratori. Il contratto prevede che l'impresa si accolli il costo degli abiti da lavoro, dei dispositivi di protezione, del servizio di trasporto dei lavoratori dall'abitazione al luogo di lavoro, nonché le spese di viaggio e pernottamento per eventuali trasferte.

L'Agenzia delle entrate bulgara aveva negato all'impresa la detrazione dell'Iva su dette spese, in quanto il datore di lavoro è un altro soggetto, sicché si tratterebbe, in definitiva, di costi sostenuti per erogare beni e servizi a titolo gratuito.

Nell'ambito della controversia che ne è scaturita, il giudice nazionale ha deciso di rivolgersi alla Corte, chiedendo anzitutto se la normativa comunitaria ammetta oppure no un diritto di detrazione dell'Iva su dette spese, che a proprio avviso presentano un nesso diretto e immediato con le spese generali connesse al complesso delle attività economiche del soggetto passivo.

Dopo avere delineato le caratteristiche essenziali del diritto alla detrazione, la Corte ricorda di avere dichiarato che il trasporto gratuito di dipendenti, effettuato dal datore di lavoro, tra il domicilio privato e la sede di lavoro soddisfa, in via di principio, bisogni privati dei dipendenti ed è pertanto estraneo alle finalità dell'impresa, salvo che circostanze particolari impongano all'impresa di farsi carico del trasporto.

Il fatto, poi, che il soggetto passivo non venga considerato dalla normativa nazionale come il datore di lavoro delle persone che utilizza nella sua impresa non rimette in discussione l'esistenza del nesso diretto e immediato tra le spese sostenute per il lavoro delle suddette persone e le spese generali dell'attività economica del soggetto, nesso che deve essere di natura puramente economica, indipendentemente dal rapporto giuridico sottostante.

Ciò posto, per la Corte sarebbe contrario al sistema dell'Iva far gravare sul soggetto passivo l'imposta relativa a spese come quelle in esame, rispetto alle quali è pacifica la sussistenza del predetto nesso.

Spese per la gestione di un fondo pensione. Nella causa C-26/12, alla Corte era stato chiesto se un'impresa che abbia costituito un fondo pensione come entità giuridicamente e fiscalmente distinta, per garantire i diritti pensionistici dei suoi dipendenti ed ex-dipendenti, potesse detrarre l'Iva assolta sulle prestazioni relative alla gestione e al funzionamento di tale fondo.

Nella sentenza resa ieri, la Corte ha osservato che occorre verificare se dall'insieme delle circostanze risulti che, nonostante l'autonomia giuridica del fondo, le spese per la sua gestione presentino un nesso immediato e diretto con l'attività economica dell'impresa. Al riguardo, rileva che l'impresa ha acquisito le prestazioni in esame per assicurare l'amministrazione delle pensioni dei dipendenti, conformandosi a un obbligo giuridico a essa incombente in quanto datore di lavoro.

Pertanto, nella misura in cui i costi delle prestazioni acquistate rientrano nelle spese generali dell'impresa, sono, in quanto tali, elementi costitutivi del prezzo dei propri prodotti. Ribaltando la soluzione negativa proposta dall'avvocato generale, la Corte ha concluso che l'acquisto delle prestazioni a monte trova la sua ragione esclusiva nelle attività imponibili del soggetto passivo e che sussiste il nesso diretto e immediato che legittima la detrazione.

Prova dell'acquisto di beni. Sempre ieri, nella sentenza relativa alla causa C-78/12 la Corte ha dichiarato che, nel contesto dell'esercizio del diritto alla detrazione dell'Iva, la nozione di cessione di beni e la prova dell'effettiva realizzazione di una tale cessione non dipendono dalla forma di acquisto del diritto di proprietà.

Per stabilire se le cessioni contestate dal fisco siano state effettivamente realizzate e se, pertanto, sussista il diritto alla detrazione del cessionario, il giudice nazionale, conformemente alle norme nazionali sulla produzione della prova, dovrà procedere a una valutazione globale di tutti gli elementi e di tutte le circostanze di fatto.

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