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L'Ilva sarà commissariabile anche per ramo d'azienda

del 12/07/2013
di: Simona D'Alessio
L'Ilva sarà commissariabile anche per ramo d'azienda
Semaforo verde di Montecitorio al decreto sull'acciaieria Ilva di Taranto (61/2013): con 299 voti a favore, 112 contrari (il M5s) e 34 astenuti, il testo passa all'esame dei senatori. Molte le novità inserite dai parlamentari, rispetto alla versione governativa del provvedimento, prima su tutte che il commissariamento possa scattare quando un'azienda, oggettivamente, determini «pericoli gravi e rilevanti» per l'ambiente, e soprattutto nel caso i danni ambientali siano reiterati. Il commissariamento, inoltre, può essere disposto non più solo nei confronti dell'impresa nel suo complesso, «ma anche dello specifico ramo d'azienda, o stabilimento» che non ha rispettato le prescrizioni Aia (Autorizzazione integrata ambientale). I siti industriali di interesse strategico nazionale cui le norme si applicano devono avere mille dipendenti, non più 200, il numero che figurava nel decreto precedente sulla stessa materia, convertito nella legge 231/2012, (cosiddetta «salva Ilva»), e nel novero finiscono, oltre alle società produttive di Taranto, quelle di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica, tutte fabbriche del gruppo Ilva; ammessi, poi, gli stabilimenti il cui personale sia in cassa integrazione da almeno un anno. Rilevante la modifica dei deputati che consentirà alla regione Puglia di sforare i vincoli del Patto di stabilità interno per 1,3 milioni nell'anno in corso e per 40 milioni nel 2014, fondi che serviranno per sostenere le spese necessarie agli interventi di bonifica e risanamento dell'area; le emissioni provenienti dalla lavorazione dell'acciaio, nocive per la salute dei residenti e per l'ambiente circostante, infatti, sono state oggetto di diversi processi penali per inquinamento a carico dei vertici e dei dirigenti della società.

Intanto, il sub commissario Edo Ronchi annuncia, al termine di una riunione al ministero dell'Ambiente, che «si sta predisponendo un piano finanziario, che prima non c'era, da 1,8 miliardi in 3 anni» per l'attuazione dell'Aia dell'Ilva coinvolgendo la Bei, la Banca europea degli investimenti.

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