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La colpa dei ritardi non è della funzione pubblica

del 11/07/2013
di: Antonio Naddeo capo dipartimento della funzione pubblica
La colpa dei ritardi non è della funzione pubblica
Con riferimento all'articolo di ItaliaOggi del 9 luglio scorso, dal titolo «Utilizzazioni sì, ma al buio», con il quale vengono avanzate osservazioni su presunti ritardi del dipartimento della funzione pubblica nell'attività di certificazione dell'ipotesi di accordo sulle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie relative all'anno scolastico 2013-2014, appaiono opportuni e doverosi alcuni chiarimenti.

Nell'articolo si sostiene che il ministero dell'istruzione, università e ricerca sarebbe stato costretto ad utilizzare, irritualmente, una circolare per fissare la tempistica delle operazioni di mobilità annuale a causa di supposti ritardi della funzione pubblica, che non avrebbe «ancora provveduto a dare l'ok definitivo alla firma dell'accordo».

Il ministero dell'istruzione, si legge ancora nell'articolo, «ha dovuto provvedere senza attendere il placet di Palazzo Vidoni» e ciò «... per non pregiudicare le operazioni di avvio del prossimo anno scolastico».

Al riguardo si evidenzia che l'ipotesi di accordo in questione, riferita all'anno scolastico 2013-2014 non risulta essere pervenuta al dipartimento per la funzione pubblica per la prescritta certificazione. È evidente, pertanto, che eventuali ritardi dell'iter di certificazione non sono imputabili a questo dipartimento.

Inoltre è bene ricordare che l'ipotesi di accordo sulle assegnazioni e utilizzazioni provvisorie per l'anno scolastico 2012-2013, cioè l'accordo relativo all'anno scorso, non è mai stato certificato da questo dipartimento e dal ministero dell'economia e delle finanza. La procedura, sospesa l'anno scorso per alcuni rilievi contestati (peraltro esclusivamente di carattere economico-finanziario), è stata da poco riavviata a seguito delle risposte del ministero dell'istruzione giunte pochi giorni fa.

Tutto ciò al fine di chiarire le responsabilità di questo dipartimento nell'ambito di procedure tassativamente regolate dalla legge e che eventuali deroghe non consentite non sono attribuibili al comportamento del dipartimento della funzione pubblica.

Risponde ItaliaOggi

Nell'articolo si riportava quanto affermato dal ministero dell'istruzione.

Prendiamo atto che se il parere non c'è stato è perché il contratto non è stato mai trasmesso alla funzione pubblica.

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