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Fisco, addizionali al capolinea

del 10/07/2013
di: di Beatrice Migliorini
Fisco, addizionali al capolinea
Divisione chiara delle competenze tra stato, regioni ed enti locali, in materia di imposizione fiscale. Scrematura del meccanismo delle addizionali. Un anno di tempo al governo per emanare i decreti legislativi necessari per dare attuazione al contenuto della delega fiscale. Queste le basi gettate ieri dal comitato ristretto della commissione finanze della camera, per l'inizio dei lavori sulla delega fiscale, che potrebbe approdare in aula l'ultima settimana di luglio.

Responsabilizzazione fiscale. Tra le modifiche in programma, anche quella relativa alla separazione netta delle competenze in materia di imposizione fiscale. A oggi, infatti, nonostante non manchino le norme relative alla divisione, sia delle competenze sia dei conseguenti introiti, sussiste comunque il meccanismo delle addizionali. «Questo sistema ha portato a far sì che spesso si sovrappongano le competenze tra stato, regioni ed enti locali, con la conseguenza che il contribuente non ha più chiaro cosa sta pagando e soprattutto a chi lo sta pagando», ha spiegato a ItaliaOggi il presidente della commissione finanze della camera, Daniele Capezzone, definendo la novità prevista con l'espressione «responsabilizzazione fiscale». L'ordine, quindi, come punto di partenza per disegnare nuovamente gli equilibri fiscali tra stato, regioni e comuni. «La modifica che intendiamo apportare», ha sottolineato il presidente Capezzone, «è volta non solo a eliminare le sovrapposizioni impositive mettendo dei punti fermi circa l'utilizzo da parte degli enti locali e territoriali delle addizionali, ma soprattutto a fare in modo che i soggetti impositori abbiano chiare le loro competenze e i ricavi di cui possono effettivamente usufruire».

Le tempistiche. Altro punto all'ordine del giorno, i tempi entro cui il governo dovrà emanare i decreti legislativi utili all'attuazione delle previsioni contenute nella delega fiscale. «Abbiamo deciso», ha spiegato a ItaliaOggi Enrico Zanetti, membro del Comitato ristretto, «di concedere al governo un anno di tempo per l'emanazione dei decreti legislativi, a patto che i primi siano emanati entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della delega fiscale». Nella sua versione precedente, l'art. 1 della delega, rubricato «Delega al governo per la revisione del sistema fiscale, procedura e disposizione finanziaria», prevedeva che il governo dovesse emanare, prima entro nove mesi, poi, dopo le modifiche apportate in senato, entro sette mesi «uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale».

«La decisione», ha poi spiegato Capezzone, «è volta a fare in modo che il governo possa agire nel migliore dei modi, tenendo presente però la necessità di agire nei tempi stabiliti».

Il testo di lavoro. Chiarito, infine, il testo definitivo su cui il comitato ristretto lavorerà nelle prossime settimane: è composto da 15 articoli, all'interno dei quali sono state fatte confluire le modifiche che la commissione finanze del senato aveva apportato al testo originario durante la precedente legislatura. Tornano in ballo, quindi, oltre al contrasto di interessi e alle norme sulla green economy, anche quelle relative alla mole degli adempimenti a carico dei contribuenti, previsti all'art. 3 comma 8 let. b) (si veda ItaliaOggi del 3 luglio). In particolare, in base a quanto previsto dalla norma, dovrebbero essere eliminati tutti gli adempimenti a carico del contribuente che risultino «in tutto o in parte di scarsa utilità per l'amministrazione finanziaria ai fini dell'attività di controllo e di accertamento». Confermate, infine, le ipotesi circa i tempi di conclusione dei lavori sul testo della delega. «L'obiettivo», ha dichiarato Alessandro Pagano, anche lui membro del comitato ristretto, «resta quello di portare il testo all'esame dell'aula entro l'ultima settimana di luglio, massimo la prima di agosto».

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