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È abuso di diritto l'outsourcing ingiustificato

del 06/07/2013
di: di Debora Alberici
È abuso di diritto l'outsourcing ingiustificato
Il fisco può contestare un abuso di diritto al professionista che dà in outsourcing a un'impresa che usufruisce di agevolazione fiscali lo studio, con un aumento dei costi rispetto a quelli che avrebbe sostenuto pagando personale interno. Tuttavia nella procedura di accertamento l'amministrazione finanziaria deve tener conto delle ulteriori spese sostenute dall'impresa. È quanto affermato dalla Cassazione (sentenza n. 16859 del 5 luglio 2013) che ha accolto solo un motivo di ricorso presentato da un notaio contro la sentenza della Ctr della Sicilia che, nell'appello bis, aveva confermato l'elusione fiscale ma aveva fatto un accertamento basato solo sul gap fra costi del personale di studio e ricavi dell'azienda. Esaminando il ricorso per la seconda volta i Supremi giudici hanno confermato l'esistenza dell'abuso di diritto ma hanno contestato la procedura e i calcoli fatti dall'amministrazione nell'accertamento. La Corte ribadisce che, nel primo giudizio, si è già pronunciata sul carattere elusivo dell'operazione, punto sul quale non vuole rimettere mano. Per i Supremi giudici è ormai cosa certa che la condotta del notaio era volta a esternalizzare, a costi superiori rispetto a quelli sostenuti precedentemente con l'impiego di personale interno allo studio, talune prestazioni in favore di un rapporto con una società della quale era socio di maggioranza e che usufruiva delle agevolazioni fiscali determinando una contrazione della base imponibile del professionista. Non basta, in punto di diritto, e a questo punto è dimostrata l'elusione del comportamento del contribuente, sulla base di un principio generale, quello dell'abuso del diritto, ex art. 37 bis, dpr 600/73. Diverso l'esito per il calcolo dell'accertamento delle maggiori imposte: la Corte ha dato ragione al notaio invitando la Ctr ad acquisire, ove non esistenti nel procedimento, elementi di conoscenza per individuare anche l'indice utile d'impresa ed elementi di comparazione per verificare se il dato così emergente corrisponda, in tutto o in parte, al valore normale della prestazione.
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