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Commercialisti, lo stallo è destinato a durare ancora

del 05/07/2013
di: di Benedetta Pacelli
Commercialisti, lo stallo è destinato a durare ancora
Commercialisti ancora nel caos. La sentenza di merito con cui la terza sezione del Tar Lazio (si veda ItaliaOggi di ieri) ha respinto il ricorso presentato dalla compagine guidata dall'ex presidente di categoria Claudio Siciliotti, infatti, non è destinata a cambiare la situazione nell'immediato. La parola fine arriverà solo dopo la pronuncia dei giudici del Consiglio di stato davanti ai quali si discuterà l'ormai annunciato ricorso e che, con la congiuntura della pausa estiva, slitterà probabilmente al mese di settembre. E certo la soluzione immediata non può arrivare ora neppure dal ministero della giustizia, coinvolto a diverso titolo nella vicenda. Perché, anche se il dicastero guidato da Annamaria Cancellieri decidesse di ottemperare al disposto del tribunale capitolino, gli scenari che si aprirebbero sarebbero comunque destinati a tempi lunghi di attuazione, se non a complicare ancora di più la partita elettorale. Il ministero potrebbe decidere di emanare un decreto ministeriale con cui indire nuove elezioni, stabilendo anche le modalità di svolgimento delle stesse. Che, certo non potrebbero avvenire con le liste pregresse e approvate per le elezioni del 20 febbraio scorso (poi annullate), non solo per la necessità di riazzerare il tutto, ma anche perché i rappresentanti di entrambi gli schieramenti avevano inviato al ministero la comunicazione di rinuncia della candidatura. Su sollecitazione degli ordini territoriali e delle rappresentanze sindacali, infatti, i componenti delle due liste avevano deciso di fare un passo indietro per il bene della categoria. E presentare una lista unitaria. Quindi servirebbe quel tempo stabilito per legge per creare gli schieramenti, depositarli al ministero e riceverne, poi, il via libera. E se inoltre si svolgessero le elezioni prima della decisione dei giudici di legittimità, queste potrebbe essere nuovamente sottoposte a contestazioni, qualora il Cds dovesse rivoltare (come accaduto per le ordinanze precedenti) la sentenza del Tar. Buon senso vuole, quindi, che il ministero della giustizia decida di attendere la conclusione dei giudizi. Una posizione coerente anche con quella espressa i primi di giugno dal sottosegretario alla giustizia Giuseppe Berretta quando, rispondendo all'interrogazione parlamentare con cui si chiedeva al ministero di annullare in autotutela il decreto ministeriale «incriminato» e proclamare le liste vincitrici, aveva dichiarato di volere attendere «le decisioni nel merito delle diverse autorità giudiziarie».
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