Consulenza o Preventivo Gratuito

Società in crisi, sì al sottocosto

del 04/07/2013
di: di Debora Alberici
Società in crisi, sì al sottocosto
La società che versa in grave crisi economica può vendere sottocosto senza per questo incorrere nella rettifica dell'Iva da parte dell'ufficio che contesta un'operazione antieconomica.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 16695 del 3 luglio 2013, ha accolto il ricorso di una società che aveva ricevuto una rettifica dell'Iva per vendita sottocosto a ridosso della dichiarazione di fallimento.

Condividendo i motivi presentati dalla difesa della contribuente, la sezione tributaria ha ricordato che in tema di accertamento dell'Iva, ai sensi dell'art. 54, comma 2, del dpr n. 633 del 1972, per presumere l'esistenza di ricavi superiori a quelli contabilizzati ed assoggettati ad imposta non bastano semplici indizi, ma occorrono circostanze gravi, precise e concordanti, così come per le presunzioni semplici dispone l'art. 2729 cod. civ.». In questo caso, dice ancora la Cassazione, appare del tutto condivisibile l'orientamento secondo il quale in caso di fallimento altro è il prezzo che si può ricavare da un bene quando esso è immesso nel circuito di una impresa in attività, e altro è il prezzo dello stesso bene quando deve essere realizzato in un vendita fallimentare.

Il caso

La vicenda riguarda una piccola srl in grave crisi economica. A ridosso del fallimento aveva venduto dei beni fortemente sottocosto.

L'ufficio aveva spiccato un accertamento della maggiore imposta sostenendo che operava la presunzione di una parte di ricavo in nero in quanto l'operazione commerciale era fortemente antieconomica.

Contro l'atto impositivo la contribuente ha presentato ricorso alla Ctp che lo ha accolto. Il verdetto è stato poi ribaltato dalla ctr in secondo grado. A questo punto il legale rappresentante dell'azienda ha fatto ricorso in Cassazione e, questa volta, ha vinto.

Ora la parola fine alla vicenda dovrà metterla la ctr cui la Cassazione ha rimesso gli atti, prendendo una decisione contrastante rispetto al parere della Procura.

I precedenti

La sentenza si incardina perfettamente nel filone giurisprudenziale che, alla fine dell'anno scorso, ha inaugurato la Suprema corte sancendo, con la sentenza n. 23351, che la vendita sottocosto fra grossisti appartenenti al medesimo gruppo societario non può essere bollata dal fisco come elusione fiscale per il recupero delle imposte risparmiate. Infatti, l'operazione commerciale ha altri scopi e utilità oltre all'indebito risparmio fiscale.

Sul punto in quella sentenza veniva motivato che il giudice ha così correttamente escluso che nel trasferimento, per così dire «interno», della merce tra due società, entrambe residenti, facenti parte dello stesso gruppo e operanti nella stessa fase di commercializzazione («all'ingrosso») potesse farsi ricorso al criterio del «valore normale».

© Riproduzione riservata

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Facilitata l'erogazione di aiuti alle aziende agricole

del 24/01/2013

Esenzione dal greening dei pagamenti diretti delle aziende di dimensioni inferiori a dieci ettari e...

Polizze agricole assicurative a largo raggio

del 25/01/2013

Via libera al piano assicurativo agricolo 2013. Ad approvarlo, ieri, la Conferenza stato-regioni, ch...

Imprese verdi, ecco pronti fondi per 460 milioni

del 26/01/2013

Diventa operativo un nuovo canale di finanziamento a tasso agevolato a sostegno delle imprese che op...