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Recupero agevolazioni, sì con istanze di rimborso

del 28/06/2013
di: di Roberto Rosati
Recupero agevolazioni, sì con istanze di rimborso
Per recuperare l'agevolazione fiscale dimenticata, non occorre l'atto integrativo, ma basta l'istanza di rimborso. In particolare, il regime agevolato previsto per il trasferimento di immobili in aree soggette a piani particolareggiati, che non sia stato richiesto dai contribuenti al momento della registrazione dell'atto di acquisto, può essere riconosciuto dall'amministrazione in sede di istanza di rimborso delle maggiori imposte pagate, senza che sia necessaria l'integrazione formale dell'atto. Lo stabilisce la risoluzione n. 40/E del 27 giugno 2013 dell'Agenzia delle entrate, modificando il precedente orientamento della risoluzione 110/E del 2006, che riteneva invece indispensabile, per poter fruire delle agevolazioni previste dall'art. 33 della legge n. 388/2000 (imposta di registro all'1%, imposte ipocatastali fisse) non richieste in origine, la redazione di un atto integrativo, nella stessa forma del precedente. Secondo tale risoluzione, infatti, la possibilità di rimediare alla mancata richiesta dell'agevolazione nell'atto di trasferimento era subordinata all'onere formale della integrazione dell'atto con un atto successivo redatto nella stessa forma, contenente la dichiarazione di voler beneficiare dell'agevolazione. Applicando queste istruzioni, pertanto, gli uffici hanno sinora respinto le istanze dei contribuenti dirette alla restituzione delle maggiori imposte versate in base all'atto originario, pur in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge per l'agevolazione. Le controversie promosse dai contribuenti contro i provvedimenti di rigetto del rimborso vedono però l'amministrazione soccombente, sia in sede di merito che di legittimità. In particolare, la Cassazione, con sentenza 11 giugno 2010, n. 14117, ha ricordato di avere già statuito, in materia di agevolazioni per l'edilizia popolare, che non sussiste nell'ordinamento alcun principio generale secondo cui un'agevolazione non richiesta al momento dell'imposizione sarebbe perduta, sicché si può affermare il contrario principio secondo cui, entro certi limiti temporali, è possibile rimediare all'erronea imposizione. La Corte ha aggiunto che la richiesta del contribuente deve ritenersi necessaria, oltre che quando è prevista dalla legge, quando la struttura normativa dell'agevolazione presupponga la partecipazione o collaborazione dell'interessato, che debba manifestare determinate intenzioni o fornire attestazioni. Questo non è però il caso del regime agevolato dell'art. 33 della legge n. 388/2000, che si applica a condizione che l'utilizzazione edificatoria avvenga entro cinque anni dal trasferimento, dunque con norma di carattere generale che non necessita di articolari accertamenti e, tanto meno di atti concessori o analoghi.

Alla luce del richiamato indirizzo giurisprudenziale, pertanto, l'Agenzia ritiene ora che l'agevolazione fiscale in esame spetta, in presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti, anche in assenza di un atto integrativo. Pertanto, conclude la risoluzione, le istanze di rimborso, verificato che sussistano i predetti requisiti e che non sia intervenuto il termine di decadenza, devono essere accolte anche in sede contenziosa. L'Agenzia ricorda che, in ogni caso, il mantenimento dell'agevolazione è subordinato all'utilizzazione edificatoria dell'area entro i termini di legge, circostanza che dovrà essere puntualmente appurata, con modalità che saranno definite in seguito, dagli uffici che abbiano disposto il rimborso.

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