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La soffiata può innescare il sequestro probatorio

del 28/06/2013
di: Debora Alberici
La soffiata può innescare il sequestro probatorio
Più armi agli inquirenti per contrastare le frodi al fisco. Il sequestro probatorio sui documenti del contribuente è legittimo anche in presenza di una «soffiata» sugli illeciti tributari, e quindi su una notizia di reato legittimamente acquisita, senza la necessità che sia già accertato che l'imposta evasa abbia superato la sogli di punibilità. Lo ha affermato la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 28151 del 27 giugno 2013, ha accolto il ricorso della Procura di Tivoli. «In presenza di ''fumus'' di reato relativo ad illeciti tributari», ha motivato la terza sezione penale, «la ricerca di documenti ed elementi probatori risponde alla duplice finalità di verificare la storicità dei fatti rilevanti e di accertare l'esistenza degli elementi costitutivi dei reati ipotizzati, ivi comprese le condizioni di procedibilità e punibilità. Sul punto deve rilevarsi l'erroneità della motivazione del tribunale dei riesame, non potendo pretendersi che nella fase di primo accertamento possa provvedersi a ricerche e sequestro di documentazione solo quando si sia già in possesso di elementi che dimostrino il superamento della soglia di punibilità: superamento che costituisce materia di accertamento e che sarà verificato alla luce della documentazione acquisita e dell'esame delle altre fonti di prova».

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