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Con il consolidato fiscale niente proroga alle società

del 18/06/2013
di: Norberto Villa
Con il consolidato fiscale niente proroga alle società
Niente proroga per i versamenti nel caso di consolidato fiscale. Anche se alcune società del gruppo ricadono nell'applicazione degli studi di settore il Dpcm, che ha posticipato la scadenza dei versamenti all'8 luglio, non si applica. Una soluzione che non pare del tutto coerente con l'insieme delle regole introdotte dal decreto. Il decreto pone come punti ai fini dell'applicazione della proroga i limiti di dover esercitare un'attività per cui sono previsti gli studi di settore che però, devono dichiarare ricavi o compensi non superiori a quelli stabiliti dai singoli studi ovvero, 7.500.000 di euro. Inoltre nell'ambito soggettivo sono ricompresi quei soggetti che partecipano ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del Tuir a soggetti con le caratteristiche elencate. Fin qui le regole appaiono ben coordinate tra loro, ma tale coordinamento viene meno se si considera la posizione dei soggetti che hanno optato per il regime del consolidato di cui all'art. 117 del Tuir. In tal caso infatti vi può essere un contribuente interessato in via diretta o indiretta dagli studi che però non può godere di alcuna proroga. Il reddito, nonostante il versamento della capogruppo sia influenzato da un reddito rilevante ai fini degli studi (quello traslato alla consolidante dalla consolidata), non concede alcuna proroga. Poco vale sostenere che chi opta per il consolidato è solitamente sostenuto da una struttura amministrativa ben organizzata. Non si tratta infatti di possedere competenze o meno, ma unicamente di avere a disposizione gli strumenti per effettuare i calcoli. Ecco allora le situazioni che possono verificarsi ipotizzando che per posizione soggettiva tutti i soggetti del gruppo siano interessati dagli studi di settore:

  • la consolidante dichiara ricavi superiori a 7.500.000 e così anche tutte le consolidate. In questo casa la proroga non si applica, e ciò non presenta anomalie rispetto allo spirito generale del provvedimento;

  • la consolidante dichiara ricavi superiori a 7.500.000 ma non così tutte le consolidate. Una o più delle stesse è soggetta agli studi deve quindi considerare gli stessi quando individua il suo reddito imponibile da traslare alla consolidante. Nonostante ciò la proroga non si applica creando una disparità ad esempio con i soggetti trasparenti;

  • la consolidante dichiara ricavi non superiori a 7.500.000 e così anche tutte le consolidate. In questo caso, la proroga si applica. Proprio per il particolare regime di cui all'art. 117 si ritiene infatti che essendo gli obblighi di versamento posti in capo alla consolidante l'esistenza delle condizioni per la proroga in capo alla stessa concedano la possibilità di usufruire della posticipazione;

  • la consolidante dichiara ricavi non superiori a 7.500.000 mentre una o tutte le consolidate dichiarano ricavi superiori a tale limite. In questo caso la proroga si applica. Tale soluzione si collega ancora una volta al soggetto tenuto ad effettuare i versamenti anche se non si nasconde che il risultato a cui si giunge potrebbe destare qualche perplessità concedendo di fatto la proroga anche a soggetti che non possiedono i requisiti richiesti dal dpcm (le consolidate con ricavi superiori a 7.500.000 euro).

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