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Giù le mani dal pignoramento prima casa

del 15/06/2013
di: di Andrea Bongi
Giù le mani dal pignoramento prima casa
Sempre più difficile decadere da un piano di rateazione concesso da Equitalia. La decadenza scatterà solo al mancato pagamento di cinque rate all'interno del piano di dilazione originariamente concesso al debitore. Il concessionario della riscossione non potrà procedere con l'espropriazione se l'oggetto della stessa è l'unico immobile di proprietà del debitore, è a uso abitativo e il debitore stesso vi risiede anagraficamente. Diventa più facile, invece, il pignoramento dei beni strumentali per l'esercizio dell'attività d'impresa o della professione: basterà dimostrare che il presumibile valore di realizzo sugli altri beni del debitore rinvenuti non appare sufficiente per la soddisfazione del debito. Sono, in estrema sintesi, alcune delle novità in materia di riscossione mediante ruolo contenute nel pacchetto semplificazioni, oggi all'esame del consiglio dei ministri, che potrebbe decidere di suddividere le norme tra un decreto legge e un disegno di legge.

Decadenza dalla dilazione. Secondo la norma contenuta nel provvedimento, il debitore incorrerà nella decadenza dai benefici della dilazione non più al verificarsi del mancato pagamento di due rate consecutive all'interno del piano, come è oggi, bensì solo al mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, dell'intero piano. Considerato che di recente Equitalia ha esteso il numero delle rate ottenibili fino a 72, è facile intuire il maggior respiro che viene concesso ai debitori con tale modifica normativa all'articolo 19 del dpr 602/73.

Espropriazione immobiliare. Se il pacchetto semplificazioni diventerà legge, Equitalia non potrà procedere all'espropriazione dell'immobile del debitore quando trattasi dell'unico immobile di sua proprietà, adibito a uso abitativo e quando costituisce la sua residenza anagrafica. Fanno eccezione a tale regola i fabbricati accatastati nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (ville, castelli e immobili di lusso). Ma i limiti alla nuova espropriazione immobiliare non si fermano qui. Anche quando l'immobile oggetto di esproprio non rientra nei casi sopra elencati, il concessionario potrà procedere solo se l'importo complessivo del credito supera i 50 mila euro oppure se sia stata iscritta ipoteca ai sensi dell'articolo 77 del dpr 602/73 e siano decorsi inutilmente sei mesi da tale iscrizione senza che sia avvenuto il pagamento del debito a ruolo.

Pignoramento beni strumentali. Il pacchetto semplificazioni prevede modifiche anche alla disciplina del pignoramento dei beni strumentali per l'esercizio dell'attività d'impresa e per le attività artistiche e professionali. La misura cautelare potrà essere infatti adottata nei limiti del quinto del valore dei beni strumentali stessi, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall'ufficiale esattoriale o indicati dallo stesso debitore pignorato, non appaia sufficiente per la soddisfazione del credito iscritto a ruolo. Il pignoramento dei beni strumentali non potrà essere bloccato neppure nell'ipotesi in cui il debitore sia costituito in forma societaria e in ogni caso, dice testualmente la norma, «se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro».Una volta eseguito il pignoramento sui beni strumentali la norma prevede però che la custodia degli stessi resti affidata al debitore e che il primo incanto per la vendita non possa aver luogo prima di trecento giorni dal pignoramento stesso.Ma il pacchetto semplificazioni contiene anche altre misure in materia di riscossione mediante ruolo che intervengono su varie disposizioni del dpr 602/73. Fra queste, le modifiche alle procedure di pignoramento del quinto degli stipendi e degli altri emolumenti del debitore. In particolare si propone di ampliare da 15 a 60 giorni il termine per il pagamento da parte del terzo pignorato (datore di lavoro) e nel caso in cui lo stipendio venga accreditato in conto corrente il pignoramento non potrà colpire l'ultimo emolumento accreditato.

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