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L'integrativa batte il tfr ma non è possibile usufruirne

del 11/06/2013
di: di Daniele Cirioli
L'integrativa batte il tfr ma non è possibile usufruirne
I fondi pensione battono il tfr, ma la crisi non consente di usufruirne. Sul fronte rendimento, infatti, la previdenza integrativa ha registrato un tasso medio tra l'8 e il 9% rispetto al 2,9% conseguito dal trattamento di fine rapporto. Tuttavia, un esercito di 1 milione e 200 mila lavoratori ha dovuto dire stop ai versamenti al fondo pensione a causa della crisi occupazionale, costretti così a rinunciare al buon investimento per la propria pensione di scorta. È quanto si legge, tra l'altro, nella Relazione annuale 2012 della Covip sulla previdenza complementare. Crescono le adesioni. Nonostante tutto (crisi, licenziamenti, occupazione) la previdenza integrativa va. Di poco, ma cresce, tanto che a fine anno 2012 le iscrizioni sono aumentate del 5,3%, portando il totale delle adesioni a più di 5milioni e 800 mila, con un incremento rispetto all'anno precedente di 442 mila iscritti. La maggior parte delle nuove iscrizioni si è concentrata nei piani individuali pensionistici (i Pip). Tuttavia, a fronte di 442 mila nuove adesioni, sono usciti dal sistema circa 150 mila soggetti per la maggioranza a titolo di riscatto e prestazioni in conto capitale; le anticipazioni hanno interessato oltre 90 mila aderenti Il tasso di adesione di tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e di quelli autonomi è del 25,5%, un quarto del totale degli occupati. Buoni i rendimenti. La notizia buona riguarda i risultati di gestione. La Copiv spiega che nel 2012 tutti i tipi di fondi pensione hanno registrato, in media, rendimenti compresi fra l'8 e il 9% beneficiando in parte dell'andamento positivo dei mercati finanziari. Il risultato è stato dell'8,2% per i fondi negoziali, dell'8,9% per i prodotti Pip (ramo III) e del 9,1 per i fondi aperti. Le gestioni degli altri Pip (ramo I) hanno invece guadagnato il 3,8%. I comparti garantiti hanno reso il 7,7% nei fondi pensione negoziali e il 6,6% nei fondi pensione aperti.

Come influisce la crisi. Il dato più preoccupante, secondo la Covip, è l'elevato tasso di sospensione dei versamenti ai fondi pensione. Si tratta, infatti, di 1 milione e 200 mila iscritti, 100 mila in più rispetto all'anno precedente.

Il fenomeno dei non versanti, spiega la Covip, «ha ormai assunto connotati strutturali, in parallelo con il progressivo aggravamento delle condizioni occupazionali nel nostro paese. Dal 2008, anno a partire dal quale è iniziata la rilevazione dei dati, il loro numero si è accresciuto di 500 mila unità». Lo slancio che manca. Nonostante i buoni risultati, i traguardi raggiunti dalla previdenza integrativa sono ancora al di sotto delle aspettative. A sei anni dall'avvio della riforma, spiega la Covip, le adesioni sono aumentate di 2 milioni e 700 mila ma oltre la metà (circa 1,4 milioni) si è concentrata alla scadenza del primo semestre del 2007, termine entro il quale doveva essere esercitata l'opzione sul conferimento del tfr

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