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La società non aiuta le future pensioni

del 08/06/2013
di: La Redazione
La società non aiuta le future pensioni
Il contributo integrativo non può essere riscosso dal singolo socio, bensì dalla Società tra professionisti. La Stp, infatti, è un autonomo soggetto iscritto ad apposita sezione dell'albo nei confronti del quale opera la previsione di legge. Di conseguenza, per i futuri soci professionisti verrebbe meno l'opportunità della riforma Lo Presti (legge 133/2011), già in vigore in casa dei dottori commercialisti, che permette di destinare una quota parte del contributo integrativo (a carico del committente) ai montanti individuali degli iscritti alla Cassa di previdenza. Una misura che permette di ottenere pensioni più laute ma che la norma sulle Stp rischia di vanificare. È quanto ha illustrato nel corso del convegno milanese (si veda altro articolo in pagina) Giuseppe Grazia, vicepresidente dell'istituto pensionistico dei dottori commercialisti (Cnpadc) trattando della questione previdenziale delle Stp. Che in attesa della risoluzione della Agenzia delle entrate rimane irrisolta. «Al momento non è possibile prevedere il collegamento fra redditi prodotti e contribuzione alle Casse di categoria», ha detto Grazia, «con il rischio che fra qualche tempo sarà l'Inps a rivendicare i contributi in base alla legge 335/95, che prevede che non può esistere prestazione di lavoro autonomo senza copertura previdenziale».
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