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Più valore alle lavoratrici

del 09/03/2010
di: La Redazione
Più valore alle lavoratrici
Marina Calderone, presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni) e del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, lancia un messaggio al mondo della politica nel giorno dedicata alle donne. «Dobbiamo utilizzare questa giornata non con un animo rivendicativo ma propositivo, perché il lavoro femminile è un valore per l'economia mondiale e come tale deve essere considerato. Far lavorare di più le donne significa far andare meglio l'economia. L'attenzione va dunque posta non solo al mondo delle lavoratrici dipendenti, ma in particolar modo alle problematiche femminili del circuito professionale e dell'indotto che lo crea. E in tale direzione togliere flessibilità al mercato del lavoro, significa penalizzare le donne. La scelta della flessibilità deve essere lasciata alle lavoratrici per conciliare le esigenze familiari con l'attività lavorativa sia essa subordinata o autonoma. Emerge l'opportunità che il rientro al lavoro dopo la maternità sia favorito, non solo attraverso la flessibilità nell'orario, ma anche attraverso percorsi di aggiornamento riqualificazione professionale ogni qualvolta si presenti l'esigenza. Nel lavoro bisogna offrire alle donne le stesse opportunità, potenziando ulteriormente la flessibilità e i congedi parentali. Non vogliamo parlare in chiave rivendicativa ma in Italia, se oltre il 50% delle donne che lavorano è costretto a lasciare i figli ai nonni, vuol dire che nel circuito dell'assistenza c'è qualcosa che non funziona». Ma lo sguardo della presidente Calderone è rivolto contestualmente anche al grande universo delle lavoratrici autonome. «Continuare a dividere i settori lavorativi in subordinato e autonomo è un esercizio sterile che non da prospettive al nostro Paese. Dobbiamo arrivare a un sistema avanzato di tutele anche per chi esercita l'attività in modo autonomo e, in tale settore, ancor di più per le donne che hanno pochissima assistenza. La riforma degli ammortizzatori sociali in fase di strutturazione prevederà il Welfare anche per i liberi professionisti e in tal senso cercheremo di tutelare ancor di più le donne professioniste. Mai dimenticare che la donna esprime comunque valori, a prescindere dalle modalità del proprio impegno lavorativo; valori che vanno meglio tutelati».
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