Consulenza o Preventivo Gratuito

Svantaggiato chi è senza diploma

del 07/06/2013
di: di Daniele Cirioli
Svantaggiato chi è senza diploma
Non serve causale per la somministrazione a termine di soggetti senza lavoro da sei mesi o di quelli senza diploma di scuola superiore o di quelli occupati in settori con forte disparità uomo-donna. Lo stabilisce il decreto 20 marzo, registrato il 16 maggio alla corte dei conti e in attesa di pubblicazione in gazzetta ufficiale. Il decreto è finalizzato a favorire l'occupazione delle categorie svantaggiate di lavoratori, per i quali dà possibilità di stipulare i contratti di somministrazione di lavoro a termine senza necessità di prevedere una ragione di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo che, invece, va necessariamente individuata per l'avvio ordinario della somministrazione a termine.

Il decreto, emanato in base al Regolamento Ce n. 800/2008, dà attuazione all'articolo 20, comma 5-ter del dlgs n. 276/2003, introdotto dal dlgs n. 24/2012, in base al quale la somministrazione a termine «è libera» (cioè senza causale) per l'utilizzo di soggetti disoccupati percettori di Aspi o di mini-Aspi da almeno sei mesi; di soggetti percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi; e di lavoratori svantaggiati.

Quest'ultima categoria viene ora definita dall'unico articolo del decreto in esame, in base al quale sono lavoratori svantaggiati:

a) chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero coloro che negli ultimi sei mesi non hanno prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero coloro che negli ultimi sei mesi hanno svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuo minimo personale escluso da imposizione (4.800 euro);

b) chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale (Isced 3) ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d'istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale;

c) chi è occupato in uno dei settori economici dove c'è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani, ovvero coloro che sono occupati in settori in cui sia riscontrato il predetto differenziale nella misura di almeno il 25%, come annualmente individuati dalla rilevazione sulle forze di lavoro Istat e appartengono al genere sottorappresentato.

vota  
SULLO STESSO ARGOMENTO
Quote rosa al via nella pubblica amministrazione

del 24/01/2013

Al via le quote rosa nei consigli di amministrazione e nei collegi di revisione delle partecipate pu...

Nei fondi bilaterali gli enti costituiti e operativi

del 25/01/2013

I fondi di solidarietà bilaterali, finalizzati a tutelare l'integrazione salariale nei settori non c...

Tirocini linee guida uniformi in tutte le regioni

del 26/01/2013

Via libera alle linee guida sui tirocini. La conferenza stato-regioni, infatti, ha predisposto le no...