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Casse, sostenibilità dei bilanci a 50 anni

del 09/03/2010
di: di Ignazio Marino
Casse, sostenibilità dei bilanci a 50 anni
Più titoli di stato nei portafogli delle casse di previdenza. In modo da non esporre i risparmi dei professionisti alla volatilità dei mercati finanziari. Procede l'indagine della bicamerale di controllo degli enti di previdenza sull'impatto della crisi. E più si va avanti con le audizioni e più emerge la necessità di adottare «maggiore prudenza» da parte degli enti sugli investimenti. Un'esigenza della quale è convinto anche Alberto Brambilla, presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del lavoro. Che nel corso del suo intervento del tre febbraio 2010 (il cui resoconto è stato reso disponibile, però, solo ieri) in Bicamerale ha anche parlato dell'adozione, da parte delle casse, «di bilanci tecnici che prevedano la solidità patrimoniale (entro le 5 annualità di pensioni correnti) per 50 anni».

A porre la questione dei titoli di stato, in commissione, è stato il parlamentare Elio Lannutti. «Noi ci troviamo», ha detto, «in una situazione in cui gli stati pagheranno di più il denaro; non v'è dubbio, infatti, che l'aumento del costo del denaro sia imminente. Gli enti previdenziali, o almeno quelli che dispongono di un po' di liquidità, potrebbero approfittare di questa situazione senza rischiare i risparmi dei contribuenti e rivolgendosi, piuttosto, ad obbligazioni statali più sicure». Un punto di vista che ha trovato d'accordo la presidenza della Bicamerale guidata da Giorgio Jannone. Questa riflessione, ha sottolineato il presidente, «riflette ciò che abbiamo rilevato nel corso delle audizioni che abbiamo tenuto sulla crisi dei mercati finanziari. Abbiamo, infatti, rilevato che effettivamente alcuni errori sono stati commessi. Ora abbiamo questa occasione e noi vorremmo invitare o, in qualche modo, esercitare delle pressioni sui responsabili degli investimenti affinché essi prestino attenzione e non si facciano incantare un'altra volta dagli investimenti facili ad alto rendimento, così da cadere in situazioni già viste». Altrettanto incisivo l'intervento del presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. «Effettivamente», ha aggiunto Alberto Brambilla, «questo tipo di situazione offre delle buone possibilità, soprattutto agli enti previdenziali privatizzati che dispongono di parecchi quattrini. I consigli che sono stati dati, per quanto sia possibile farlo, consistono nel puntare su dei titoli che lentamente sono indicizzati all'inflazione e sono titoli di paesi abbastanza forti. Devo, comunque, ammettere», ha continuato, «che questa crisi epocale pare che qualcuno se la sia già dimenticata e molte banche stanno continuando ad offrire degli strutturati e delle scommesse. Il messaggio che abbiamo fatto passare alle casse di previdenza è che la pensione deve essere pagata per certo, quindi la scommessa è meglio non farla, anche se ci sono buone possibilità di vincerla. È meglio puntare su titoli solidi»

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