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Solidarietà negli appalti a 360°

del 31/05/2013
di: di Antonio Ciccia
Solidarietà negli appalti a 360°
La solidarietà a favore del fisco vige in tutti gli appalti, e non solo nell'edilizia.

L'articolo 35 del decreto legge 223/2206 (modificato dal decreto legge 83/2012) va interpretato in senso estensivo, in quanto ispirato all'obiettivo della lotta all'evasione fiscale, che vale per tutti i settori merceologici. È quanto chiarito in una risposta del Mef a un'interrogazione parlamentare in commissione finanze alla camera, che ha sollevato il dubbio dell'ambito di applicazione dell'obbligo solidale.

Ma partiamo dall'esame della disciplina. Nei contratti di appalto e di subappalto l'appaltatore risponde in solido con il subappaltatore del versamento all'Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dell'Iva dovuta dal subappaltatore all'Erario. Questo significa che l'appaltatore deve pagare le ritenute e l'Iva dovuta dal subappaltatore, anche se la responsabilità è contenuta nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto.

Per non incorrere nella responsabilità l'appaltatore deve acquisire la documentazione relativa all'avvenuta esecuzione degli obblighi fiscali (anche mediante una attestazione asseverata di soggetto abilitato). Tra l'altro si può sospendere il pagamento del corrispettivo fino a che non sia esibita la documentazione sulla regolarità tributaria: questo vale sia per l'appaltatore nei confronti del subappaltatore, sia per il committente nei confronti dell' appaltatore (se non osserva gli obblighi a suo carico).

Il problema interpretativo affrontato dall'interrogazione parlamentare è se la speciale procedura riguardi solo il settore dell'edilizia o si estenda ad altri campi. La risposta del Mef parte dallo scopo della normativa: contrastare l'evasione. Dunque il «nero» va combattuto, creando conflitti di interesse, non solo nel settore edile, ma in tutti gli appalti e subappalti a prescindere dal settore economico.

Altro tema è la definizione dei contratti di appalto e di subappalto coinvolti. L'articolo 28 citato si riferisce ai contratti di appalto di opere e servizi. A questo proposito si segnala che la risposta all'interrogazione elenca i contratti esclusi dalla procedura di solidarietà, individuandoli nei contratti diversi da quello tipico previsto dall'articolo 1655 del codice civile.

Rimangono, dunque, esclusi il contratto di opera, il contratto di trasporto, il contratto di subfornitura e le prestazioni rese nell'ambito di un rapporto consortile. Quanto agli appalti di fornitura dei beni, questi sono menzionati espressamente dal comma 28-ter dell'articolo 35 del decreto legge 223/2006, che dettaglia il campo di applicazione; tuttavia i precedenti commi 28 e 28-bis (dedicati alla descrizione dell'istituto della responsabilità solidale e dei suoi effetti) non ne parlano e si limitano a citare solo gli appalti di opere e servizi. Per questa asimmetria l'agenzia delle entrate ha ritenuto gli appalti di fornitura di beni estranei alla disciplina della solidarietà. Disciplina che, dove applicabile, vige sia nei rapporti trilaterali (committente, appaltatore e subappaltatore) sia nei rapporti bilaterali (committente e appaltatore).

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