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Indennità forfait all'ex interinale

del 30/05/2013
di: di Dario Ferrara
Indennità forfait all'ex interinale
Sì all'indennità omnicomprensiva prevista dal collegato lavoro nel caso in cui, per genericità della causale, il contratto di fornitura di lavoro temporaneo a tempo determinato che ha portato l'interinale in azienda si trasforma in rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato fra lavoratore e utilizzatore della prestazione. Anche nel caso di un rapporto instaurato ai sensi della lettera a) del primo comma dell'articolo 3 della legge 196/97, infatti, si configura una conversione del rapporto che, in base ai principi della giurisprudenza Ue, consente l'applicazione dell'indennità forfetizzata di cui all'articolo 32 della legge 183/10. Lo precisa la sentenza 13404/13, pubblicata il 29 maggio dalla sezione lavoro della Cassazione. Accolto il ricorso del grande gruppo imprenditoriale un tempo pubblico costretto negli ultimi tempi ad assumere a vita molti ex lavoratori interinali a causa di vizi del contratto di fornitura temporanea. La Suprema corte cita espressamente la sentenza emessa nella causa C-290/12 dalla Corte di giustizia europea (cfr. «L'interinale “reiterato” italiano non ottiene l'assunzione dall'utilizzatore in base alle regole Ue sui tempi determinati», pubblicata lo scorso 11 aprile): il contratto a termine che si accompagna a un contratto di lavoro interinale rientra comunque nella categoria del lavoro a tempo determinato. La normativa italiana distingue espressamente nella fornitura temporanea fra tempo determinato e indeterminato. Dunque, anche per l'interinale a tempo determinato, quando si verificano le ipotesi di cui all'articolo 10 della legge 196/97, si ha un fenomeno di conversione e si può quindi applicare l'indennità forfetizzata. L'espressione «casi di conversione del contratto di lavoro a tempo determinato», contenuta nel collegato lavoro senza ulteriori precisazioni, non esclude, in conclusione, che il fenomeno di conversione possa avvenire nei confronti dell'utilizzatore effettivo della prestazione, né che possa essere l'effetto sanzionatorio di un vizio concernente il contratto di fornitura intervenuto fra l'agenzia interinale e l'azienda utilizzatrice. La parola passa al giudice del rinvio.

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