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Strategia strutturale per creare occupazione

del 23/05/2013
di: di Simona D'Alessio
Strategia strutturale per creare occupazione
Si giocherà a giugno la partita per il rilancio dell'occupazione (soprattutto giovanile) in Italia. A patto, però, di trovare le risorse dopo il vertice dell'Unione europea, che si terrà, appunto, alla fine del prossimo mese. Nel frattempo, le parti sociali bussano alla porta del governo, indicando le urgenze: serve una strategia strutturale per creare nuovi posti di lavoro, così come bisogna conoscere esattamente la copertura disponibile per la cassa integrazione in deroga nei prossimi mesi. E, inoltre, va individuata una soluzione per gli esodati, rimasti senza pensione, né stipendio avendo aderito ad accordi aziendali per lasciare l'impiego, prima che entrassero in vigore le nuove regole previdenziali imposte dalla legge 214/2011. Al termine dell'incontro di ieri pomeriggio con le parti sociali e datoriali, il ministro del welfare Enrico Giovannini premette che ogni intervento che il governo realizzerà dovrà rispettare «un vincolo finanziario rilevante», mettendo perciò in agenda adesso provvedimenti «a costo zero», mentre non è possibile sapere quanti fondi sono già sul tavolo per aggredire la piaga della disoccupazione: sebbene, infatti, si preveda che il nostro paese aggancerà la crescita economica l'anno successivo, non è altrettanto ipotizzabile, sottolinea il titolare di via Veneto, che come diretta conseguenza nel 2014 cali anche il numero dei senza lavoro. Quanto al restyling della riforma realizzata da Elsa Fornero (legge 92/2012), spiega come non sia possibile che semplici modifiche normative «producano effetti sul mercato», poiché è l'aumento del pil a dare «una prospettiva nel breve e medio termine», in assenza della quale imprese e consumatori si trovano bloccati in uno stato di «incertezza»; qualche ritocco, comunque (una sorta di manutenzione, effettuata, dice, col «cacciavite») è già allo studio, innanzitutto la riduzione dei tempi di interdizione fra la stipula di un contratto a tempo determinato e un altro, che l'ex ministro innalzò a 60-90 giorni dai 20-30 iniziali.

Sindacati e associazioni imprenditoriali non nascondono una buona dose di preoccupazione. Carlo Sangalli, presidente di turno di Rete Imprese Italia, rimarca come «l'area dell'assoluta povertà potrebbe superare quest'anno i 4 milioni di persone, quindi bisogna mettere in campo iniziative per arginare questo fenomeno». Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, parla, in un colloquio con ItaliaOggi, della necessità di dar vita a un «piano straordinario per l'inserimento al lavoro dei giovani, con incentivi concreti alle aziende perché possano più agevolmente procedere all'assunzione di nuovo personale. Può essere utile correggere alcune parti della riforma Fornero, tuttavia bisogna guardare all'emergenza in cui versa il paese e proporre soluzioni d'emergenza», aggiunge, dicendosi convinto che non arriveranno provvedimenti ad hoc, bensì «a giugno, qualora i finanziamenti verranno reperiti con il placet di Bruxelles, l'esecutivo inserirà in un più ampio pacchetto per la crescita anche le misure per risvegliare l'occupazione».

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