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Disomogeneità: case signorili a casaccio

del 21/05/2013
di: La Redazione
Disomogeneità: case signorili a casaccio
Case signorili, chi tanto e chi nulla. Con riferimento alle unità immobiliari accatastate A1 («Abitazioni di tipo signorile»), se si consultano i dati relativi a i capoluoghi di provincia, disponibili sul sito www.confedilizia.it, ci si accorge che le unità immobiliari di questa categoria catastale hanno in Italia una distribuzione del tutto disomogenea. Vi sono infatti diversi capoluoghi che non hanno neppure uno di questi immobili e altri che ne hanno 5, 6, 300 o 500. Una nota diffusa ieri dalla Confederazione della proprietà edilizia, con la tabella che elenca capoluogo per capoluogo le case signorili accatastate (si veda tabella in pagina) evidenzia con riferimento al decreto con il quale il Governo ha sospeso il pagamento della prima rata dell'Imu per le abitazioni principali escludendo le unità immobiliari di categoria catastale A1 (oltre che quelle accatastate in A8 e A9) che tali abitazioni sono d'ufficio considerate «di lusso» o «di pregio» sulla base del solo tipo di inquadramento catastale e quindi con un criterio del tutto superficiale. L'effetto? «Un classamento catastale che dà una rappresentazione desueta e contraddittoria della realtà», si legge nella nota: «Si tratta di una disomogeneità che rende evidente come sia assolutamente inappropriato, e foriero di ingiustificate discriminazioni, attribuire alle unità immobiliari accatastate in A1 la caratteristica di immobili, in quanto tali, “di lusso”. Così come del tutto incongruo è che in alcune città molti proprietari non possano godere della sospensione dell'Imu, mentre in altre la sospensione si applicherà per tutti i proprietari di “prima casa” indistintamente».
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