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Ambulanti, sì a vendite in notturna

del 18/05/2013
di: di Marilisa Bombi
Ambulanti, sì a vendite in notturna
Il commercio ambulante è lecito anche di notte. Se bar, supermercati e negozi in genere possono rimanere aperti 24 ore su 24, analoga facoltà non può essere negata agli operatori su area pubblica in forma itinerante. Con ordinanza n. 483 depositata il 29 aprile 2013, il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, Sezione prima, ha sospeso l'efficacia del provvedimento del Comune di Milano del 29 gennaio scorso, avente ad oggetto la disciplina degli orari e delle attività di commercio, compreso quello svolto su aree pubbliche. È pur vero, afferma la decisione del giudice, che «le amministrazioni comunali possono regolare l'attività degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici mediante l'esercizio del potere previsto dall'art. 50, comma 7, del dlgs 267/2000, graduando, in funzione della tutela dell'interesse pubblico prevalente, gli orari di apertura e chiusura al pubblico». Tuttavia, l'ampiezza di tale potere è stata oggetto di riforma per effetto della modifica legislativa introdotta dall'art. 31 del dl 201/2011, convertito nella legge 214/2011 (c.d. decreto Salva Italia), che ha riformato l'art. 3 del dl 223/2006 nel senso che le attività commerciali sono svolte senza obbligo di rispetto degli orari di apertura e di chiusura, della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio. Peraltro, precisa l'ordinanza del Tribunale, l'art. 3 del dl 138/2011, convertito nella legge 148/2011, ha affermato, in tema di «abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni e delle attività economiche», il principio secondo cui «l'iniziativa e l'attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge», derogabile soltanto in caso di accertata lesione di interessi pubblici tassativamente individuati ma che non possono, presuntivamente, ritenersi incisi. Anche se la liberalizzazione degli orari non preclude al Comune di esercitare il potere di inibizione delle attività per comprovate esigenze di tutela dell'ordine e sicurezza pubblica, nonché del diritto al rispetto della quiete pubblica.
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