Consulenza o Preventivo Gratuito

L'acquisto di diamanti non è offerta al pubblico

del 18/05/2013
di: Marcello Fumagalli
L'acquisto di diamanti non è offerta al pubblico
L'acquisto in banca di diamanti non configura una fattispecie di investimento di natura finanziaria, e dunque di prodotto finanziario, e pertanto è esclusa l'applicabilità della complessiva disciplina dettata dalla Consob in materia di offerta al pubblico. Tali indicazioni, riportate nella Comunicazione Consob del 6 maggio 2013 con la quale l'Authority risponde a dei quesiti relativamente alla vendita di diamanti tramite intermediazione di istituti di credito, chiariscono che per le predette operazioni non sussistono gli obblighi di predisposizione del prospetto informativo e di pubblicità previsti dal Testo Unico della Finanza e dai relativi regolamenti attuativi. In tal senso, la Consob osserva che, per configurare un investimento di natura finanziaria, non è sufficiente che vi sia accrescimento delle disponibilità patrimoniali dell'acquirente (cosa che potrebbe realizzarsi attraverso talune modalità di godimento del bene come per esempio con la rivendita del diamante) ma è necessario che l'atteso incremento di valore del capitale impiegato (e il rischio a esso correlato) sia elemento intrinseco all'operazione stessa. Invece con riferimento al caso di specie, la Consob ha riscontrato che con la sottoscrizione in banca dei contratti di acquisto di diamanti: (i) si determina il trasferimento di un pieno diritto di proprietà in capo all'acquirente;

(ii) non si ravvisa la sussistenza di certificati rappresentativi dei diritti dei titolari;

(iii) non è previsto un patto di riacquisto da parte delle società venditrice;

(iv) non è prospettata, a favore dell'acquirente che decida di dismettere i diamanti, una specifica forma di rendimento diversa, collegata e/o ulteriore rispetto al valore del bene acquistato.

In sostanza, l'acquirente del diamante ha il pieno diritto di godere e disporre del bene e, dunque, la facoltà di alienarlo o utilizzarlo altrimenti. Pertanto l'esclusione del regime dell'offerta al pubblico dettata dal legislatore si giustifica quindi in funzione dell'assenza di uno specifico «rendimento di natura finanziaria», non riconducibile al mero apprezzamento conseguente all'andamento delle quotazioni del bene nel tempo.

vota