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Energia: così i rifiuti diventano risorse

del 16/05/2013
di: di Renato Narciso
Energia: così i rifiuti diventano risorse
Pieno successo dell'ultimo seminario, tenutosi ieri a Roma, di una grande campagna organizzata da FareAmbiente finalizzata a informare e quindi a sensibilizzare i cittadini sulla questione energetica. Per spiegare cioè la tecnica delle fonti di produzione, della distribuzione, del risparmio intelligente e come valorizzare i rifiuti trasformandoli in risorse. L'esempio della cosiddetta CCS (Carbon Capture and Storage), considerata da FareAmbiente un'attività strategica come riconosciuto anche dall'Unione europea attraverso numerosi progetti finanziati a livello comunitario. La cattura e il sequestro geologico dell'anidride carbonica, infatti, rappresenta oggi, non solo in via sperimentale, un'ottima soluzione per tagliare le emissioni di anidride carbonica. Una soluzione in linea con la teoria dello sviluppo sostenibile tanto caro all'associazione e al suo presidente Vincenzo Pepe. Ed è proprio quest'ultimo che ha fortemente voluto tale iniziativa che si è articolata su 4 seminari, uno a Brindisi, uno a Milano e 2 a Roma. Quello di ieri dal titolo «Nuove tecnologie al servizio dell'ambiente: dall'efficienza energetica alla cattura e stoccaggio della CO2» ha visto la partecipazione anche di rappresentanti istituzionali come il sottosegretario al ministero dei rapporti con il parlamento Sabrina De Camillis e il deputato di scelta civica Antimo Cesaro. «Un'eccellente iniziativa che istruisce i cittadini e li sensibilizza sui temi dell'energia», ha dichiarato il sottosegretario, «FareAmbiente a cui mi sento ideologicamente molto vicina promuove un ambientalismo sostenibile capace di coniugare sviluppo e tutela dell'ambiente, una formula di cui l'Italia oggi ha un disperato bisogno». Antimo Cesaro ha invece dichiarato «La sua piena disponibilità a collaborare con FareAmbiente» e si è detto «pienamente d'accordo sull'iniziativa portata avanti già da tempo da parlamentari iscritti al movimento, di istituire l'insegnamento dell'educazione ambientale nelle scuole dell'obbligo». Entusiasta anche Vincenzo Pepe: «Un'esperienza eccellente che ci ha portato a visitare la centrale Federico II di Brindisi, dove è stato creato un impianto per la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica, riutilizzata poi per fini produttivi, e al politecnico di Milano dove ci hanno richiesto di tornare». Da segnalare tra i relatori Rita Neri, responsabile della sede romana dell'eCampus che ha ospitato l'evento, Francesca Cappelletti del ministero sviluppo economico, Marco Strincone del ministero ambiente e Matteo Toschi responsabile di Enel ingegneria e ricerca di Brindisi. Moderatore Giuseppe Malara giornalista del tg1.

Domanda. Presidente Pepe da dove nasce l'idea di questa campagna?

Risposta. Dalla necessità di informare i cittadini sulla provenienza e sul ciclo dell'energia, normalmente gli utenti si interessano all'energia solo quando arriva la bolletta o in caso di black out. Per fare risparmio è necessario sensibilizzare l'opinione pubblica e per farlo è necessario che i cittadini siano coscienti della provenienza di ciò che consumano.

D. E perché proprio un seminario sulla tecnologia CCS?

R. Perché vogliamo scientificamente dimostrare che uno sviluppo sostenibile è possibile e fondamentale. Non credo che l'umanità abbia altra scelta. Del resto la ricerca è il fondamento dello sviluppo. Resterebbero le alternative dell'inquinamento senza limiti o della decrescita felice. Personalmente credo che siano 2 estremismi che non risolvono i problemi ma ne creano di nuovi e peggiori. Inoltre, c'è il serio rischio che molti italiani esasperati dalla crisi economica finiscano con il considerare le tematiche legate alla difesa dell'ambiente come concausa dei loro problemi e quindi a ignorare le ragioni di tutela dell'ecosistema.

D. Cosa auspica per il futuro immediato da questo governo?

R. Che punti tutto sullo sviluppo sostenibile, dando massimo impulso all'economia «green» come la messa in efficienza energetica delle abitazioni, che promuova una mobilità sostenibile, che si occupi seriamente del problema rifiuti, che si preoccupi di incentivare lo sviluppo e la produzione di tecnologie a basso impatto, come per esempio la costruzione dei pannelli fotovoltaici, oggi importati dalla Germania o dalla Cina, riqualificazione e messa a norma di numerosi stabilimenti industriali altamente inquinanti, tipo Taranto e dia agevolazioni fiscali alle giovani coppie di comuni a rischio spopolamento. Tutte iniziative queste che se messe in pratica creerebbero numerosi posti di lavoro e contribuirebbero al risparmio energetico e alla salvaguardia dell'ambiente, fondamentale per una buona salute e una buona qualità della vita.

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