Tra i temi in discussione, poi, l'annoso problema della copertura delle borse di specializzazione, garantite ormai solo per il 50% di quanti si laureano ogni anno. Mentre, infatti, diminuiscono i contratti aumentano i concorrenti visto che il numero degli accessi alle facoltà di medicina e chirurgia è aumentato negli ultimi due anni di circa 2 mila unità. Una riduzione che, come hanno spiegato anche i promotori dell'iniziativa, non deriva da un taglio effettivo, bensì da una cattiva programmazione e, nello specifico, dal mancato adeguamento del capitolo di spesa dei contratti ministeriali a fronte dell'incremento della durata di un anno di quasi tutte le scuole di specializzazione, introdotto dalla riforma del 2005 dell'ordinamento didattico. Un problema, come ha precisato il ministro dell'università, «che conosco e sul quale lavorerò con il ministro della salute perché si arrivi finalmente a una programmazione pluriennale che garantisca un'adeguata copertura». Tra i manifestanti, anche numerosi specializzandi dei corsi in medicina generale che hanno chiesto che il loro percorso venga equiparato a quello degli altri, sia a livello di formazione sia in termini di trattamento economico. Questi, infatti, non hanno un contratto come gli altri colleghi delle scuole di specializzazione, ma una semplice borsa del valore di circa 800 euro al mese. E proprio per modificare la configurazione dei corsi in medicina generale, Luigi D'Ambrosio senatore del Pdl intervenuto durante la manifestazione ha fatto sapere di avere depositato proprio ieri in Parlamento un disegno di legge ad hoc. Rassicurazioni che hanno lasciato soddisfatti i promotori dell'iniziativa che, in ogni caso, alla conclusione della giornata si sono impegnati «a mantenere alto il livello di attenzione affinché gli auspici si traducano in atti concreti in tempi brevi».
