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Il Patto di stabilità non si può sforare

del 15/05/2013
di: di Andrea Mascolini
Il Patto di stabilità non si può sforare
Programmare con attenzione i pagamenti per evitare che i vincoli del patto di stabilità determinino interessi di mora ai sensi del decreto 192/2012 per mancato pagamento dei fornitori; impossibile sforare il patto di stabilità, salvo applicare quanto previsto dal decreto 35/2013 all'esame del Parlamento. È quanto afferma la Corte dei conti, sezione di controllo regionale per la Lombardia (delibera n. 18 del 3 maggio 2013), che si pronuncia sul conflitto tra l'obbligo di pagare entro determinati termini, ai sensi del decreto 192/2012, e i vincoli del Patto di stabilità. In particolare le alternative poste dall'ente locale erano le seguenti: pagare i fornitori di opere entro il termine di 30 giorni, e sforare il patto di stabilità, oppure non pagare i fornitori e incorrere negli interessi moratori disposti dal dlgs n. 190/2012. La delibera affronta la questione premettendo che in ogni caso è necessario che l'ente proceda a «programmare i pagamenti secondo modalità che consentano di coniugare le aspettative di adempimento nei termini (senza generare ritardi inesorabilmente fonte di responsabilità) con il rispetto dei saldi di cassa imposti dal legislatore». Ciò fatto, spiega la Corte, se non risulti possibile rispettare i limiti posti, è pacifico che il funzionario non possa legittimamente procedere all'adozione dell'atto di impegno. Le disposizioni del Patto di stabilità interno hanno infatti natura cogente e le amministrazioni sono tenute a osservarle, nel rispetto delle obbligazioni civilistiche, valorizzando un quadro di prudente programmazione. Inoltre, in questo caso, ricorda la magistratura contabile, è l' articolo 9 del dl 78/09 a prevedere la responsabilità amministrativa del funzionario in relazione ad ogni fattispecie in cui è mancata una verifica di compatibilità; diverso è il discorso se il funzionario ha effettuato valutazioni ex ante, rivelatesi poi errate.

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