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Appalti, più facile risolvere i contratti

del 14/05/2013
di: La Redazione
Appalti, più facile risolvere i contratti
Una exit strategy più facile per le aziende che lavorano con le p.a. Per chiedere la risoluzione del contratto con le pubbliche amministrazioni inadempienti, basterà che l'ammontare dei pagamenti scaduti raggiunga il 15% dell'importo netto contrattuale. Oggi la soglia di liberazione per le imprese è fissata al 25%. La novità, che modifica il codice degli appalti pubblici, è contenuta nel pacchetto di emendamenti al dl 35 approvati dalla commissione bilancio della camera. E si tratta di una innovazione destinata a diventare una vera e propria arma di pressione nei confronti delle p.a. D'ora in avanti infatti chi non paga non potrà più continuare a vincolare contrattualmente le imprese e queste ultime potranno agire per la risoluzione del contratto (o attraverso le procedure giudiziali previste dal codice civile o promuovendo un giudizio arbitrale) quando l'ammontare delle rate di acconto non pagate raggiunga il 15% dell'importo dell'opera.

Tra le altre novità si segnala un emendamento in materia di Imu che toglierà più di un pensiero ai contribuenti alle prese con l'acconto di giugno, ma anche ai sindaci. Il versamento della prima rata sarà pari alla metà di quanto pagato in totale nel 2012. E questa sarà la regola generale, indipendentemente quindi dalle scelte dei sindaci sulle nuove aliquote che invece saranno rilevanti solo per il pagamento del saldo di dicembre. A questo scopo i comuni dovranno pubblicare le variazioni di imposta sul sito del dipartimento federalismo fiscale delle Finanze entro il 16 ottobre e a effettuare l'invio entro il 9 ottobre. In caso di mancata pubblicazione entro il 16 ottobre, si applicheranno i valori adottati per l'anno precedente.

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