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Società di capitali, doppia possibilità

del 08/05/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Società di capitali, doppia possibilità
Una società di capitali può risorgere dalle proprie ceneri. Può infatti tornare in vita dopo l'estinzione e conservare il diritto al rimborso di un credito maturato in precedenza. Queste le conclusioni della prima sezione della Ctr del Lazio, nella sentenza n. 199 dello scorso 3 aprile. Con quest'ultima, infatti, è stata riconosciuta la possibilità per una srl, cancellata dal registro delle imprese a causa di un trasferimento all'estero, di rientrare in patria (con una denominazione diversa e diverso codice fiscale) e conservare il credito d'imposta accumulato negli anni precedenti. La vertenza ha avuto un iter processuale alquanto travagliato, considerando che sia in primo che in secondo grado i giudici di merito avevano rigettato i ricorsi proposti. Solo a seguito del ricorso in Cassazione, gli ermellini hanno cassato con rinvio la sentenza di seconde cure e la Ctr Lazio, chiamata in causa nuovamente, ha concluso per l'accoglimento della domanda proposta e per il riconoscimento del diritto al rimborso. Il caso riguardava una società di capitali che aveva trasferito la propria residenza in Lussemburgo, con relativa cancellazione dal registro delle imprese. In Lussemburgo, la società aveva prima cambiato denominazione, per poi trasferire nuovamente la propria sede in Italia. Nella prima dichiarazione presentata, la rimpatriata esponeva un credito maturato negli anni d'imposta precedenti alla cancellazione (sotto l'altra denominazione), vantandolo poi a rimborso. L'Agenzia delle entrate negava il credito sostenendo che, dopo la cancellazione, la prima società si fosse estinta e che il trasferimento in Italia avesse comportato la nascita di un soggetto nuovo e del tutto autonomo dal precedente. Infatti, ai sensi dell'articolo 2495 c.c., la cancellazione dal registro imprese determina l'estinzione della società. Oltretutto, l'Agenzia faceva rilevare la mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni precedenti alla richiesta di rimborso (stante il trasferimento all'estero del soggetto creditore). Con la pronuncia in commento, la Ctr Lazio ha sciolto le riserve sulla dibattuta questione, affermando un principio di sicuro interesse, ispirato dal rinvio della Cassazione. «Non vi sono dubbi», afferma il collegio laziale, «sull'unicità della società che, nel tempo, ha solo trasferito la sede in Lussemburgo e modificato la denominazione, per poi tornare a Roma, senza che ciò abbia contrastato con la continuità del soggetto società». Anche dopo l'estinzione per trasferimento all'estero, dunque, una società può ripresentarsi nel registro imprese italiano e conservare i vecchi diritti. Aggiunge da ultimo, il collegio laziale che «quanto all'omessa presentazione della dichiarazione, si osserva che il credito non è mai stato contestato dall'Ufficio e l'anzidetta omissione dichiarativa non fa venir meno la spettanza dello stesso».

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