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Per i terreni è appena iniziato un triennio di supervalutazione

del 07/05/2013
di: Andrea Bongi
Per i terreni è appena iniziato un triennio di supervalutazione
Per i terreni è iniziato un triennio di supervalutazione fiscale. Per i periodi d'imposta 2013, 2014 e 2015, ai soli fini della determinazione delle imposte sui redditi, i redditi dominicali ed agrario dei terreni andranno infatti ulteriormente rivalutati di una percentuale pari al 15%. Tutto ciò per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 512, della c.d. legge di Stabilità 2013 (legge n.228/2012). Fanno eccezione, ricorda la circolare n.12 delle Entrate, i redditi dominicale e agrario rivenienti da terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola, per i quali la suddetta rivalutazione è operata con l'aliquota del cinque per cento anziché del quindici per cento. Entrambe le rivalutazioni (15 o 5%) devono essere applicate sull'importo risultante dalla rivalutazione dei redditi dominicale e agrario effettuata ai sensi della legge 662/96. Ciò significa che la nuova rivalutazione andrà effettuata sull'ammontare dei redditi dominicale e agrario già rivalutati rispettivamente dell'80 e del 70%.

La circolare ipotizza anche un esempio in cui sia il reddito dominicale sia il reddito agrario sono pari a euro 100,00. La prima operazione da compiere è quella di rivalutare tali redditi per l'80% e per il 70% in ossequio alle disposizioni dell'art. 3, comma 50, della legge 662. Il reddito dominicale del terreno sarà ora pari ad euro 180 mentre il reddito agrario sarà pari a euro 170. È su tali importi che si dovrà effettuare per il triennio 2013-2015 la nuova rivalutazione del 15 o del 5%. Il risultato cambia a seconda che il terreno sia da assoggettare alla prima o alla seconda aliquota di rivalutazione. Se si tratta di terreno al quale applicare la rivalutazione del 15% per cento il reddito dominicale salirà ad euro 207 (180 x 15%) mentre quello agrario si attesterà al valore di euro 195,50 (170 x 15%). Nel caso di terreni agricoli o non coltivati, posseduti o condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionisti iscritti nella previdenza agricola ai quelli si renderà applicabile la rivalutazione del solo 5% i risultati finali ovviamente cambiano. Il reddito dominicale sarà infatti pari a euro 189 (180 x 5%) mentre il reddito agrario si attesterà a quota euro 178,50 (170 x 5%). Stesso risultato potrà essere raggiunto attraverso un'unica complessiva rivalutazione del reddito dominicale ed agrario ai quali si applicheranno le seguenti aliquote: 107 e 95,5% nella normalità dei casi, 89 e 78,5% per quelli agricoli o posseduti e condotti dagli Iap. Dette rivalutazioni rilevano unicamente ai fini della determinazione Irpef o Ires e nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo d'imposta 2013 il contribuente dovrà tener conto di queste nuove disposizioni. Ciò significa che il proprietario dei terreni dovrà rideterminare la base imponibile irpef o ires dell'anno 2012, ai soli fini della determinazione degli acconti 2013, applicando al reddito dominicale ed agrario degli stessi le nuove rivalutazioni aggiuntive del 15 o del 5%. Anche tali novità normative impongono dunque la revisione del calcolo degli acconti dovuti per l'anno 2013 sulla base del c.d. metodo storico revisionato.

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