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L'aggio applicato da Equitalia è un aiuto di stato

del 03/05/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
L'aggio applicato da Equitalia è un aiuto di stato
Sulla discussa attività svolta da Equitalia si prospetta una nuova, possibile spada di Damocle. L'aggio applicato dal noto agente della riscossione nei suoi provvedimenti può essere considerato un aiuto di stato e, come tale, è tacciabile di illegittimità. La Corte di Giustizia UE sarà chiamata a stabilire se il compenso in questione, determinato dalla Legge, sia tale da favorire Equitalia rispetto alle altre imprese che svolgono l'attività di riscossione, che si trovano in una situazione di fatto e di diritto assolutamente analoga sotto il profilo dello scopo perseguito.

Questo è quanto si evince dall'ordinanza n.41/03/13 dello scorso 29 gennaio, con cui la Ctp di Latina ha disposto la sospensione del processo tributario instaurato e la rimessione degli atti alla segreteria della Corte di Giustizia UE, per la domanda di pronuncia pregiudiziale sulla compatibilità dell'aggio con il diritto comunitario.

Con ricorso proposto avverso una intimazione di pagamento, il contribuente aveva sollevato diverse eccezioni, principalmente mosse a contestare l'aggio addebitato dal noto e principale agente della riscossione, Equitalia. L'aggio è un compenso che spetta all'agente, per l'attività di recupero delle somme a questo affidate, ed è determinato ai sensi dell'art. 17, comma 3, del D.Lgs. n. 112 del 1999, nella misura del 9% delle somme iscritte a ruolo, oltre gli interessi di mora.

L'argomento dell'aggio di Equitalia è stato di recente oggetto di aspre critiche da parte degli operatori, poiché lo stesso viene comunemente ritenuto un prezzo “troppo alto da pagare”, a fronte degli effettivi servizi resi dall'esattore, ed un'aggressione eccessiva per il contribuente, che subisce già sanzioni e interessi, oltre agli importi originariamente dovuti. Di recente, la Ctp di Torino (ordinanza n.147/10/12) e la Ctp di Roma hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale per tale compenso, sotto il profilo della mancanza di un limite alla sua commisurazione e il possibile conflitto con il principio di ragionevolezza sancito dall'articolo 3 della Costituzione.

L'ordinanza in commento, invece, introduce un nuovo, interessante dubbio sulla legittimità dell'aggio spettante ad Equitalia. Il contribuente, nel proprio ricorso, invitava il collegio a verificare se nella fattispecie non si fosse realizzato un aiuto di Stato.

Un compenso preferenziale per la riscossione, quale quello previsto dalla Legge in favore di Equitalia, è considerabile un aiuto di stato, in contrasto con il diritto comunitario perché lede il divieto di cui all'articolo 107 del T.F.U.E. In altre parole, la modalità di remunerazione prevista per i servizi resi dal noto agente della riscossione, rappresenterebbe un trattamento di vantaggio rispetto alle altre aziende che svolgono lo stesso tipo di ruolo. Ritenendo fondata la tesi prospettata dal ricorrente, la Ctp di Latina ha sospeso il processo tributario per rimettere gli atti alla Corte di Giustizia UE, che valuterà la compatibilità dell'aggio con le norme del diritto comunitario..

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