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Europa: è l'Iva il salvagente contro la crisi

del 30/04/2013
di: di Beatrice Migliorini
Europa: è l'Iva il salvagente contro la crisi
Nell'Europa a 27, l'Iva media è al 21,3%. Negli ultimi 10 anni l'aumento complessivo dell'aliquota per l'imposta sul valore aggiunto è stato del 2,1%. Nell'ultimo anno, in particolare, l'asticella si è spostata dello 0,3% per effetto delle manovre finanziarie adottate dai paesi maggiormente colpiti dalla crisi. Non è un caso infatti che gli incrementi di aliquota si siano registrati in Italia, Spagna, Cipro e Paesi Bassi. Nel 2000 l'aliquota media per l'Iva era al 19,2%, mentre nel 2013 è arrivata al 21,3%. Solo la Lettonia si mostra in controtendenza rispetto agli altri paesi, con la diminuzione di un punto percentuale. Ha infatti abbassato l'aliquota dal 22 al 21%. Questo è quanto emerge dal Report 2013 sull'andamento della tassazione tra i paesi Ue, pubblicato ieri dalla Commissione europea.

Il ruolo dell'Iva. L'Imposta sul valore aggiunto è quindi lo strumento scelto da alcuni stati per fronteggiare le necessità relative al gettito derivante dalle imposte. In cima alla lista dei paesi che maggiormente hanno usufruito dell'aumento dell'aliquote Iva nell'ultimo anno c'è la Spagna che ha previsto un incremento di tre punti percentuali passando così dal 18% del 2012 al 21% nel 2013. Subito dopo i Paesi Bassi, con la previsione di passare da un'aliquota del 19% a una del 21%. Di un punto percentuale è invece l'incremento previsto per Cipro, Italia e Paesi Bassi. Per i ciprioti l'aliquota passerà dal 17 al 18%, mentre in Italia l'Eurostat registra l'aumento del 2012 al 21 con la prospettiva dell'aumento al 22% contabilizzato sotto l'anno 2013. L'Europa quindi dà per scontato il secondo scatto in avanti di aliquota anche se proprio ieri nel suo discorso di insediamento il neo Presidente del consiglio, Enrico Letta, nel discorso al parlamento ha annunciato che si prenderanno tutti i provvedimenti necessari proprio per scongiurare l'aumento previsto per luglio 2013 (si veda ItaliaOggi del 24 aprile 2013). In base all'analisi condotta dalla Commissione, è possibile anche notare però che, in Italia, la variazione dell'aliquota Iva negli ultimi dieci anni è stata del 2% mentre in paesi come il Portogallo o Cipro l'aumento complessivo degli ultimi dieci anni è stato dai 5 agli 8 punti percentuali. Cipro è infatti passata da un'aliquota al 10% nel 2000 a una al 18% nel 2013. Situazione simile anche in Portogallo dove si è passati dall'aliquota al 17% nel 2000 a quella del 23% nel 2013. Unico paese in controtendenza, la Lettonia, che ha previsto la diminuzione di un punto percentuale (dal 22 al 21%) per il 2013.

La tassazione sul lavoro. L'ufficio statistico dell'Ue segnala, poi, come il peso fiscale sull'Europa sia arrivato nel 2011 al 38,8% del pil. Di quest'ultima percentuale, la tassazione sul lavoro resta la principale protagonista a livello europeo, con un'incidenza pari a circa la metà del totale, mentre le tasse sui consumi pesano per il 30% e quelle sul capitale per il restante 20%. Mediamente, infatti, l'aliquota media sulla tassazione dei redditi dal lavoro è compresa tra il 35 e il 42%. In testa ai paesi in cui il lavoro è maggiormente tassato, il Belgio, con l'aliquota al 42,8%, mentre fanalino di coda è Malta con l'aliquota al 22,7%. Stabile l'Italia, in cui dal 2000 a oggi la tassazione sui redditi da lavoro è rimasta intorno al 42%, con un'impennata nel 2010 in cui l'aliquota a raggiunto il 42,7%.

Il trend della tassazione sulle società. Trend in diminuzione, invece, per quel che riguarda la tassazione delle società. Gran parte dei 27 paesi Ue registra infatti una diminuzione dell'aliquota. Per quanto riguarda l'Italia, si registra un calo del 13,8%, essendo passata l'aliquota dal 41,3% nel 2000 al 31,4% nel 2010, al 27,5% nel 2012. Stessa sorte anche per Cipro, la cui aliquota, in dieci anni, è diminuita del 10%, passando dal 29 al 10%.

I redditi personali. Per quanto riguarda, infine, il livello di tassazione del reddito personale nel 2013, l'Italia resta in linea con una tassazione al 43%, registrando una diminuzione del 2,9% dal 2000. Sul gradino più alto del podio, invece, la Svezia, con una previsione di tassazione del reddito personale intorno al 56,6%. Fanalino di coda, la Bulgaria, con un livello di tassazione sul reddito personale al 10%.

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