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Niente confisca se il reato si è prescritto o estinto

del 30/04/2013
di: Debora Alberici
Niente confisca se il reato si è prescritto o estinto
La confisca per equivalente non può essere applicata sul profitto di un reato che si è prescritto e, a ogni modo, estinto.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 18799 del 29 aprile 2013, ha accolto con rinvio il ricorso di tre imputati che si erano visti confiscare i loro beni in relazione a delle accuse per truffa e corruzione.

Sul punto nella sesta sezione penale sussiste un radicato contrasto di giurisprudenza.

I Supremi giudici hanno però deciso di aderire alla linea dura. Ciò proprio perché la confisca per equivalente ha natura sanzionatoria, spiegano nelle motivazioni.

Infatti è tale natura a impedire che la misura ablativa possa trovare applicazione anche in relazione al prezzo del reato derivante da reato prescritto o estinto: «Una volta che questo tipo di confisca», si legge nel passaggio chiave, «viene accostata a una sanzione di natura penale è indispensabile che sia preceduta da una pronuncia di condanna, dovendo escludersi che possa trovare applicazione il regime sulle misure di sicurezza patrimoniale che, come si è visto, derogano ai principi penalistici delle irrevocabilità e della inapplicabilità della sanzione penale in caso di estinzione del reato».

Del resto appare difficile offrire una diversa lettura delle specifiche disposizioni contenute nell'art. 322-ter c.p. che, appunto, subordina la confisca, anche quella di valore, alla condanna o all'applicazione della pena su richiesta delle parti: la confisca per equivalente può essere applicata, al pari delle sanzioni penali, solo a seguito dell'accertamento della responsabilità dell'autore del reato.

Quindi, in fondo alla sentenza i giudici hanno affermato il nuovo principio di diritto per cui l'estinzione del reato preclude la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo (e il profitto), prevista come obbligatoria dall'art. 322-ter c.p., richiamato anche dall'art. 640-quater c.p.

Ora gli atti torneranno alla Corte d'Appello di Milano che dovrà annullare la confisca sul profitto del reato di truffa e corruzione ormai estinti per il decorso della prescrizione.

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