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Tassazione case estere, Ivie penalizzante e non allineate

del 26/04/2013
di: Pagina a cura di Maurizio Tozzi
Tassazione case estere, Ivie penalizzante e non allineate
Immobili all'estero, 2012 penalizzante. Le variazioni all'Ivie non allineano la tassazione alle regole Imu italiane per l'anno appena passato. Nelle dichiarazioni Unico PF e 730 relative al 2012 è ancora necessaria la compilazione e la tassazione per gli immobili detenuti all'estero, anche se non locati. In contemporanea si paga anche la nuova Ivie, che dovrebbe essere una sorta di Imu per l'estero: mentre in Italia però l'Imu esclude dall'imposizione ai fini reddituali gli immobili non locati, per l'estero l'esclusione opererà solo dal 2013.

L'introduzione dell'Imu ha portato in dote una particolare modalità di tassazione per gli immobili, diversi dalla prima abitazione, tenuti a disposizione e non locati: questi immobili, infatti, a partire dal 2012 non sono più considerati nella determinazione della base imponibile Irpef e delle relative addizionali, essendo sottoposti solo ed esclusivamente all'Imu. Continuano ad essere indicati nelle dichiarazioni dei redditi, ma le istruzioni ai modelli appena licenziati chiariscono espressamente che la debenza dell'Imu assorbe ogni altro onere impositivo: nel 2012, pertanto, le imposte dirette non graveranno.

I predetti modelli dichiarativi, sia Unico 2013 PF, quadro RL che il 730/2013, quadro D, evidenziano alle relative istruzioni, righi RL 12 e rigo D4, che per gli immobili detenuti all'estero, in applicazione del disposto di cui all'articolo 70, c. 2, del Tuir, è ancora necessario procedere alla compilazione indicando l'importo netto assoggettato a imposta sui redditi nello Stato estero per il 2012 o, in caso di difformità dei periodi d'imposizione, per il periodo d'imposta estero che scade nel corso di quello italiano. Solo se nello Stato estero l'immobile non è tassabile non sussiste l'obbligo dichiarativo (ferma restando le regole Ivie) a condizione che il contribuente non abbia percepito alcun reddito. Inoltre, se nello Stato estero gli immobili sono tassabili applicando tariffe d'estimo o in base a criteri simili, è necessario indicare l'importo che risulta dalla valutazione effettuata nello Stato estero, ridotto delle spese eventualmente riconosciute, spettando in tale ipotesi il credito d'imposta per le imposte pagate all'estero secondo i criteri stabiliti dall'art. 165 del Tuir. Ne deriva che sul piano dell'imposizione nulla è cambiato per quanto concerne tali immobili all'estero tenuti a disposizione, con l'effetto di giungere a una palese e non giustificata disparità di trattamento tra immobili situati in Italia ed immobili esteri, che richiederebbe un intervento risolutore per l'anno 2012, posto che il legislatore ha avuto l'accortezza di rimediare ma, probabilmente per un errore di coordinamento, con decorrenza dal 2013.

In effetti, sul fronte Ivie con la finanziaria del 2013, al comma 518, sono state introdotte alcune novità di rilievo, cercando soprattutto di coordinare la nuova patrimoniale per gli immobili esteri proprio con il sistema impositivo italiano post introduzione Imu. In primo luogo è stata traslata al 2012 la decorrenza dell'imposta. Dopo di che è stata prevista l'applicazione delle regole Imu per gli immobili prima casa all'estero, a prescindere dal soggetto utilizzatore (non più dunque solo dipendenti statali, ma anche altri residenti in Italia che per motivi di lavoro detengono a titolo di proprietà o altro diritto reale e utilizzano un immobile all'estero quale abitazione principale). Indi l'ultimo intervento, che prevede per gli immobili esteri non locati la non applicazione dell'articolo 70 del Tuir, ossia proprio la norma che obbliga all'indicazione in dichiarazione dei redditi e alla relativa tassazione ai fini delle imposte sui redditi: in tal modo si riallinea il sistema impositivo degli immobili esteri a quello italiano: così come per gli immobili italiani tenuti a disposizione una volta pagata l'Imu non è necessario procedere all'imposizione Irpef, anche per gli immobili esteri in presenza del pagamento dell'Ivie si evita l'imponibilità Irpef.

Il problema ha riguardato la gestione del periodo d'imposta 2012. Infatti, la previsione recata dalla lettera c) del citato comma 518 della legge n. 228 del 2012, con cui si è intervenuto nell'articolo 19 del decreto legge n. 201 del 2011, istitutivo dell'Ivie, aggiungendo il nuovo comma 15-ter che appunto prevede la richiamata non applicazione dell'articolo 70, comma 2, del Tuir, non è stata accompagnata da alcuna disposizione che ne prevedesse l'applicazione sin dall'anno 2012, con la conseguenza che la stessa è entrata in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2013. Tale dimenticanza ha però l'effetto di creare una notevole e non giustificata disparità di trattamento che dovrebbe essere rimediata o mediante un nuovo intervento normativo oppure con un'interpretazione «sistemica» da parte dell'Agenzia delle entrate, entrambe soluzioni da adottare in tempi brevi posto che ormai la stagione dichiarativa per il 2012 è avviata e dunque sarebbe opportuno evitare aggravi impositivi ai contribuenti che detengono gli immobili all'estero.

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