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Anche la libera professione non è più una certezza

del 19/04/2013
di: Benedetta Pacelli
Anche la libera professione non è più una certezza
La professione di commercialista è passata di moda, almeno per ora. È in una fase di trend negativo che, con la «complicità» della crisi economica, rende i giovani riluttanti a iscriversi alle facoltà di economia e poi all'albo professionale. Così, Giuseppe Roma direttore del Censis, spiega quella strana contraddizione che mentre vede i redditi di professionisti del fisco tenere o addirittura salire rileva gli iscritti all'albo calare.

Domanda. C'è una crisi di vocazione?

Risposta. Secondo me si tratta piuttosto di un trend negativo, frutto di un mix di fattori. Primo tra tutti il fatto che la professione di commercialista ha subito una decisa evoluzione negli ultimi anni: da semplice fiscalista è diventato il professionista che accompagna le imprese, in crisi nell'80% dei casi, in tutte le fasi. Ed è proprio nella crisi che la professionalità del commercialista è messa in gioco, perché è a lui che si rivolgono le pmi per affrontare i problemi della fiscalità, del credit crunch, o di altre forme di finanziamento. Infine c'è una banale ma fisiologica saturazione del mercato.

D. Non ritiene che ci sia anche una crisi generale del modello ordinistico?

R. Non credo che il sistema risenta di una crisi al suo interno, semmai dal suo esterno perché la libera professione implica un investimento che in pochi ora possono permettersi e le probabilità di insuccesso sono dietro l'angolo. Credo, invece, che il sistema ordinistico non sia in crisi, anzi è un modello che in molti casi funge da cuscinetto e quasi da ammortizzatore sociale.

D. Quindi come sostenere i giovani professionisti?

R. Oltre a provvedimenti quadro i cui esiti sono spesso incerti e differiti nel tempo a mio parere vanno fatte proposte concrete in grado di smuovere la situazione. La banca dei giovani è una di queste.

D. Di che cosa si tratta?

R. Di una banca strutturata con apposite sezioni di credito dedicato al sostegno dei giovani che hanno intenzione di avviare un'attività professionale. Il problema giovanile troverà miglioramenti solo se i giovani diventeranno protagonisti in un contesto finanziario, regolativo, fiscale e burocratico a loro favorevole.

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