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Fondi paritetici: la formazione è fondamentale

del 17/04/2013
di: di Giuseppe Diretto – tesoriere Unagraco
Fondi paritetici: la formazione è fondamentale
Dal 1999, per legge, le imprese sono tenute ad accreditare all'Inps lo 0,30% del monte salari dei propri dipendenti (contributo relativo alla «disoccupazione involontaria»).

Ogni settore economico, attraverso le sue associazioni di categoria, ha istituito diversi Fondi paritetici interprofessionali nazionali, organismi di natura associativa che hanno l'obiettivo di gestire ed erogare i fondi per la formazione continua dei lavoratori occupati (ai sensi della legge n. 388/2000). Se un'azienda aderisce a un Fondo Interprofessionale, il contributo obbligatorio non viene trattenuto dall'Inps ma accantonato dal Fondo e può essere restituito all'azienda sotto forma di contributi per corsi di formazione finanziati.

Nel panorama nazionale sono presenti ben oltre 18 Fondi interprofessionali. La figura del commercialista in questo ambito è fondamentale non soltanto nelle attività di progettazione, docenza, tutoraggio, coordinamento e rendicontazione ma anche e soprattutto nell'attività di revisione legale dei progetti.

Trattandosi di contributi aggiuntivi alcuni Fondi prevedono che il contributo, una volta rendicontato, venga certificato da un revisore. Si tratta di incarichi professionali diversi a seconda del Fondo di riferimento e che consentono una panoramica in relazione alle modalità di scelta del revisore e di accreditamento dello stesso al Fondo.

In fase di certificazione e rendicontazione dei progetti formativi finanziati con fondi pubblici è richiesto al revisore una profonda conoscenza del settore, esperienza dei programmi di finanziamento e un elevato livello qualitativo dei rendiconti di spesa.

Per Fondimpresa, i piani presentati necessitano al termine di una delicata e puntuale fase di revisione e rendicontazione, svolta da un revisore legale scelto dalle singole aziende in fase presentazione del Piano formativo, di una dichiarazione di insussistenza di cause di incompatibilità e di una dichiarazione di certificazione delle spese, entrambi sottoscritte dal revisore.

Sulla scia di Fondimpresa, anche Fondirigenti, Fondo interprofessionale per la formazione continua dei dirigenti, dopo la presentazione del piano e la conclusione delle attività formative, richiede a un revisore legale di certificare il rendiconto finanziario. Il revisore dovrà essere una figura a scelta tra un membro del Collegio sindacale interno, se presente o un revisore dei conti iscritto al Registro dei revisori legali dei conti.

FonTer, Fondo interprofessionale per la formazione continua nel terziario, invece, raccoglie in un apposito elenco dei certificatori di progetto, i revisori legali che intendono operare professionalmente nell'ambito della certificazione procedurale, di rendicontazione delle spese e di revisione relative alle attività formative dei progetti, sulla base del rispetto di particolari requisiti. Il revisore legale durante lo svolgimento delle proprie attività di verifica e controllo dei documenti contabili e di rendiconto, dovrà apporre il proprio timbro e/o una proprio segno distintivo di riconoscimento su ogni documento originale, al fine di renderli riconoscibili alle successive verifiche che saranno condotte dal Fondo o da personale da esso incaricato.

Per finire, modalità differente di attribuzione del revisore ai progetti formativi è richiesta per Fondoprofessioni, il Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate. In questo caso, i revisori dovranno accreditarsi al Fondo per poi essere assegnati dallo stesso Fondo alla revisione dei progetti formativi.

Appaiono, dunque, chiare le opportunità che tali strumenti di supporto alle politiche di sviluppo del mercato del lavoro, possono offrire ai commercialisti in termini di offerta consulenziale per i propri clienti, in un momento delicato per l'economia del nostro territorio in cui la riqualificazione dei lavoratori diventa sempre più priorità per restare competitiva.

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