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Più trasparenza sull'attività per competere

del 17/04/2013
di: di Simona D'Alessio
Più trasparenza sull'attività per competere
Grandi società come una «casa di vetro», obbligate cioè a pubblicare le informazioni più importanti sull'attività produttiva (risultati ed evoluzione) e le caratteristiche occupazionali che vanno dal rispetto dei diritti umani e della diversità di genere nei consigli d'amministrazione al contrasto alla corruzione. Obiettivo: incrementare la competitività aziendale, poiché un'analisi sulle realtà che già diffondono dati finanziari e non mostra come «sostengano minori costi di finanziamento, attraggano e mantengano personale di talento». E, infine, hanno più successo. A prevedere l'incremento del tasso di trasparenza delle imprese è Commissione europea che ha proposto ieri una modifica della normativa vigente in materia di contabilità, in base alla quale i soggetti con più di 500 dipendenti saranno tenuti a rendere pubbliche notizie rilevanti e concrete in materia ambientale e sociale nelle relazioni annuali, in maniera sintetica ed efficace, e facendo sì che gli oneri amministrativi per questa aggiunta siano ridotti al minimo; la misura s'inserisce in un percorso legislativo partito dall'Atto per il mercato unico dell'aprile di due anni fa, dalla strategia rinnovata per il periodo 2011-2014 in materia di responsabilità sociale delle imprese (ottobre 2011) e approdato nel piano d'azione sul governo e sul diritto delle società che è stato adottato nel dicembre scorso.

Secondo Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi di Bruxelles, il provvedimento va incontro a quanto «richiesto a gran voce dalla comunità degli investitori», nell'ottica di compiere un salto di qualità sul fronte della crescita economica e «per la creazione di nuovi posti di lavoro. Occorre», ha sottolineato, che le migliori pratiche «diventino la regola». La norma, che lascia ampia flessibilità d'azione alle grandi imprese, permette di avvalersi per la stesura del resoconto delle linee guida del proprio paese o internazionali ritenute più opportune, ad esempio il Global compact dell'Onu, l'ISO 26000, o il codice di sostenibilità tedesco.

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