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Cessioni d'azienda, fiscalità informata e accertata

del 16/04/2013
di: di Debora Alberici
Cessioni d'azienda, fiscalità informata e accertata
Illegittima la ripresa a tassazione sulla cessione d'azienda basata solo sul prezzo di compravendite analoghe rintracciato su internet o sui giornali. Il fisco è tenuto ad allegare il sito o il ritaglio da cui ha appreso la notizia. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9032 del 15 aprile 2015, ha accolto il ricorso di contribuente che aveva ceduto la licenza del taxi. Dunque, ad avviso del Collegio di legittimità, l'amministrazione finanziaria non può spiccare l'atto impositivo sulla sola base di dati raccolti nella rete e, per di più, senza neppure allegarli. La plusvalenza non dichiarata, infatti, può ben essere accertata mediante delle presunzioni semplici purché sia possibile un riscontro. E infatti, per quanto la Ctr abbia correttamente dato atto che - in difetto della dichiarazione del reddito a cui ha dato luogo la cessione dell'azienda, l'Ufficio correttamente si è avvalso di presunzioni semplici fondate su dati e notizie comunque raccolti, resta però che il medesimo giudicante ha violato la disposizione di legge invocata dalla parte ricorrente allorquando ha ritenuto sufficiente che, ai fini della determinazione del valore accertato, l'Ufficio potesse limitarsi alla indicazione degli elementi di valutazione che lo hanno supportato. Fra l'altro, hanno aggiunto i Supremi giudici, nel regime introdotto dall'art. 7 della legge 212/2000, l'obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche «per relationem», ovverosia mediante il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione che questi ultimi siano allegati all'atto notificato ovvero che lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale.
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