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Professionisti, si può fare di più. Eccessiva burocrazia

del 16/04/2013
di: di Ignazio Marino
Professionisti, si può fare di più. Eccessiva burocrazia
Estendere la possibilità di compensare i crediti vantati nel confronti della pubblica amministrazione con tutte le imposte, tributi, contributi previdenziali. Anticipare l'innalzamento a 700 mila euro della compensazione mediante F24. Considerare regolare ai fini del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) quelle imprese che registrano debiti in misura inferiore ai crediti vantati dalla p.a. Sono queste alcune delle richieste presentate dal Comitato unitario delle professioni alla Commissione speciale della camera incaricata di ascoltare le forze sociali sul decreto legge 35/2013. Perché, come spiega Marina Calderone, presidente del Cup, «il provvedimento rappresenta senza dubbio un passo avanti rispetto alla situazione di stallo che registrano i crediti vantati da imprese e professionisti. Ma il dl, tuttavia, è oggettivamente contrassegnato da una eccessiva burocrazia e da alcune criticità che ne paralizzano l'effettiva operatività».

Compensazioni per pochi. È questo il rischio che si corre se il provvedimento resta così com'è. La compensazione è infatti prevista tra crediti p.a con gli accertamenti con adesione, inviti a comparire, acquiescenza, definizione sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione, emessi dall'Agenzia delle entrate (si veda anche ItaliaOggi del 9/4/2013) ed è invece esclusa al momento con debiti ordinari (ritenute fiscali, Iva periodica, saldi e acconti in sede di dichiarazioni annuali), ravvedimenti operosi, avvisi di irregolarità. «Non si comprende», spiega il Cup, «il motivo per cui il debito dovuto al fisco periodicamente o che emerge dalla dichiarazione debba necessariamente attendere l'iscrizione a ruolo per poter essere compensato con i crediti vantati dalla p.a.». Senza considerare il fatto che le somme dovute originariamente, quando saranno iscritte a ruolo, verranno maggiorate di sanzioni, interessi e aggi esattoriali. Pertanto, il Comitato degli ordini chiede di correggere il tiro. Come? Intanto estendendo la possibilità di compensazione dei crediti vantanti nei confronti della p.a. con tutte le imposte, tributi, contributi previsti dall'articolo 17 del dlgs 241/1997. Ancora, in questa fase, le pmi potrebbero essere aiutate riducendo l'aggio dovuto a Equitalia, aumentando la possibilità di rateazione dei debiti maturati dalle imprese con la società di riscossione, garantendo (il ministero del Tesoro) un accesso al credito in misura pari al credito (certo, liquido ed esigibile) vantato dall'impresa e dai professionisti nei confronti della p.a. Per i coordinamento degli ordini, infine, l'innalzamento a 700 mila euro della compensazione mediante F24 dovrebbe essere immediato.

L'altra grande criticità è relativa ai contributi previdenziali, assistenziali, assicurativi. Spiega il Cup nel suo dossier che le aziende in questi anni hanno accumulato debiti con l'Inps omettendo o ritardando il versamento dei contributi per mancanza di liquidità causata, tra l'altro, proprio dal mancato pagamento di quanto legittimamente maturato. Questa situazione di irregolarità contributiva determina il mancato rilascio del Durc da parte dell'Inps. Documento necessario per poter per partecipare alla compensazione. Quindi, l'impresa (senza alcuna responsabilità) si trova a non pagare i contributi previdenziali perché lo stato non salda i suoi debiti e quindi a non essere regolare con il Durc. Documento, quest'ultimo, però, fondamentale per partecipare alla compensazione. Insomma un cane che si morde la coda.

Due le richieste del Cup: considerare regolari ai fini del Durc quelle imprese che registrano debiti in misura inferiore ai crediti vantati nei confronti della p.a. ed estendere la compensazione anche alle somme dovute alle Casse edili in quanto determinanti ai fini della regolarità del Durc.

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