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Bar, il subingresso è sempre valido anche se fasullo

del 13/04/2013
di: di Marilisa Bombi
Bar, il subingresso è sempre valido anche se fasullo
Valido il subingresso nel bar anche se il procuratore aveva attestato falsamente di possedere i requisiti professionali necessari per esercitare l'attività di somministrazione. Il Consiglio di stato, sezione V, con la sentenza 1933 depositata il 9 aprile scorso, ha ribaltato la decisione del Tar Veneto, che aveva ritenuta legittima la decadenza del titolo autorizzatorio disposta dal Comune di Venezia. Secondo il Giudice di primo grado, l'art. 75 del dpr 445/000, la disciplina in materia documentazione amministrativa che consente la presentazione di dichiarazione sostitutive di certificazioni e di atti di notorietà, «è una norma di natura sanzionatoria amministrativa, dispone la decadenza da ogni beneficio che può conseguire da una dichiarazione non veritiera, sia per il suo tenore letterale, sia per la logica di rigore che le è propria, sia per il riferimento sistematico al successivo articolo 76, che ne prevede il cumulo con le sanzioni penali». Ma la questione centrale presa in esame dai giudici, ovvero quella della decadenza del beneficio, è stata presa in considerazione in maniera sostanzialmente diversa nei due gradi di giudizio. Secondo il Tar la decadenza opera con riguardo a qualunque beneficio anche non diretto conseguente alla dichiarazione falsa, in relazione alla natura speciale della norma che la fa prevalere sulla disciplina generale in materia di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e sulle sanzioni previste. Secondo il Cds, invece, «il beneficio o i benefici rispetto al quale opera la sanzione della decadenza di cui all'art. 75 del dpr 445/2000, sono solo quelli immediatamente perseguiti con la dichiarazione non veritiera e non già quelli indirettamente ricollegabili al mendacio». In sostanza, l'interpretazione del Comune e che il Tar ha condiviso, attribuisce alla norma valenza ultronea a quella letterale e di ratio, con conseguenze sproporzionate rispetto al bene giuridico che la norma vuol tutelare.
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