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Prima casa: il fondo di solidarietà a maglie strette

del 13/04/2013
di: Pagina a cura di Giovanni Galli
Prima casa: il fondo di solidarietà a maglie strette
Fondo di solidarietà a maglie strette sui mutui prima casa: si potrà chiedere la sospensione del pagamento delle rate solo per eventi accaduti nel triennio precedente alla richiesta di aiuto. E, ovviamente, mai per eventi accaduti prima della stipula del contratto di mutuo. Sarà ammesso al beneficio, chi perde il lavoro, ma non chi lo perde per risoluzione consensuale, raggiungimento dei limiti di età pensionabile, licenziamento per giusta causa e dimissioni del lavoratore. Potranno accedere all'aiuto anche gli agenti di commercio e rappresentanti il cui rapporto di lavoro termini, ma non per risoluzione consensuale, recesso datoriale per giusta causa e recesso del lavoratore. Infine, il fondo di solidarietà scatterà anche per morte e riconoscimento di handicap grave. O riconoscimento di invalidità civile non inferiore all'80 per cento. Il tutto è previsto da un decreto del ministro dell'economia del 22 febbraio scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 12 aprile 2013.

L'agevolazione

L'agevolazione, va ricordato prevede la possibilità di sospendere il pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell'esecuzione del contratto. La durata del contratto di mutuo e quella delle garanzie prestate slittano così di un termine equivalente al periodo di sospensione.

Al termine dello stop, il pagamento delle rate riprende secondo gli importi e la periodicità previsti dal contratto di mutuo. Il fondo interviene a vantaggio delle banche, a copertura dei costi sostenuti dal beneficiario per onorari notarili anticipati dalla banca stessa. E per il pagamento della quota interessi delle rate per le cui ha effetto la sospensione del pagamento.

La stop del pagamento delle rate si applica anche ai mutui cartolarizzati, oggetto di surroga e che abbiano già fruito di misure di sospensione, purché queste non causino complessivamente una sospensione dell'ammortamento di oltre 18 mesi.

La riforma Fornero

Il decreto adegua la disciplina del Fondo alla riforma del lavoro. Le disposizioni si applicheranno infatti esclusivamente alla domande di accesso al Fondo presentate dopo l'entrata in vigore della legge 28 giugno 2012 n. 92.

Non saranno invece più situazioni tali da poter accedere al fondo il pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare documentate per un importo non inferiore a 5 mila euro annui; la sussistenza di spese di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione o di adeguamento funzionale dell'immobile oggetto del mutuo, sostenute per opere necessarie e indifferibili per un importo, direttamente gravante sul nucleo familiare domiciliato nell'abitazione del beneficiario, non inferiore a 5 mila euro; l'aumento della rata del mutuo, regolato a tasso variabile, rispetto alla scadenza immediatamente precedente, direttamente derivante dalle fluttuazioni dei tassi di interesse, di almeno il 25 per cento in caso di rate semestrali e di almeno il 20 per cento in caso di rate mensili. Questo per effetto delle modifiche introdotte rispetto al testo della precedente disciplina (dm 132 del 2010).

Estensioni e barriere

Il provvedimento estende il beneficio della sospensione del pagamento delle rate di mutuo anche ai mutui oggetto di operazioni di emissione di obbligazioni bancarie garantite ovvero di cartolarizzazione; erogati per portabilità tramite surroga, che costituiscono mutui di nuova erogazione alla data di perfezionamento dell'operazione di surroga; che hanno già fruito di altre misure di sospensione del pagamento delle rate purché tali misure non determinino complessivamente una sospensione dell'ammortamento superiore a 18 mesi. Niente sospensione del pagamento delle rate invece per i mutui che presentano almeno una delle seguenti caratteristiche: ritardo nei pagamenti superiore a novanta giorni consecutivi al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario, ovvero per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso, anche tramite notifica dell'atto di precetto, o sia stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull'immobile ipotecato; fruizione di agevolazioni pubbliche; mutui per i quali sia stata stipulata un'assicurazione a copertura del rischio che si verifichino gli eventi di cui al comma 479 della legge n. 244/2007, purché tale assicurazione garantisca il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione stesso.

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