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Verbali senza rilievi, accertamenti precoci ko

del 12/04/2013
di: Valerio Stroppa
Verbali senza rilievi, accertamenti precoci ko
È nullo l'accertamento emesso entro 60 giorni dal verbale anche se questo non contiene contestazioni fiscali. Se il pvc reca soltanto elementi che potrebbero essere in seguito ripresi dall'ufficio, si applica ugualmente il termine previsto dallo Statuto del contribuente. Ad affermarlo è la Ctp di Reggio Emilia con la sentenza n. 159/4/12. Una società aveva ricevuto dall'Agenzia delle entrate una rettifica Ires, Iva e Irap in relazione a costi di sponsorizzazione indebitamente dedotti. Totale della pretesa 118 mila euro, sanzioni e interessi inclusi. La srl resisteva in giudizio, osservando come l'avviso di accertamento fosse stato emesso il 19 dicembre 2011. L'istruttoria condotta dai funzionari incaricati del controllo era stata realizzata anche attraverso richieste di chiarimenti al legale rappresentate della società, che si erano concluse con la redazione di appositi processi verbali di contraddittorio datati 11 ottobre e 11 novembre 2011. Secondo la difesa, quindi, sarebbe risultato violato il termine di 60 giorni garantito dall'articolo 12, comma 7 della legge n. 212/2000 (che ammette accertamenti «precoci» solo in casi di particolare e motivata urgenza). Le Entrate ribattevano invece che nel caso in esame «non ci si trova in presenza di una verifica da cui è derivata la contestazione di rilievi fiscali, bensì un mero accesso per acquisire la documentazione fiscale».

Nel dirimere la controversia, i giudici emiliani richiamano in primo luogo l'ordinanza n. 7318/2012 della Cassazione, che ha rimesso la questione degli accertamenti ante-termini alle Sezioni unite. Nel merito, il collegio puntualizza che, indubitabilmente, la contestazione fiscale trae le mosse dai citati pvc. L'ultimo dei quali, pur trattandosi di un verbale redatto presso gli uffici dell'Agenzia (e non presso i locali dell'impresa) e pur essendo un «approfondimento» degli elementi già raccolti in sede di accesso, «non può anch'esso sfuggire alla previsione del combinato disposto dei commi 1 e 7 dell'articolo 12 dello Statuto». Nella sostanza, l'Agenzia ha emesso il 19 dicembre un accertamento senza attendere 60 giorni dalla redazione dell'ultimo pvc, datato 11 novembre, e senza fornire indicazione «di quale caso di particolare e motivata urgenza non abbia consentito il rispetto del suddetto termine», chiosa la Ctp. Da qui l'accoglimento del ricorso e la condanna dell'ufficio alle spese di giudizio.

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